29 gennaio 2026

Spese di rappresentanza: senza prova dell’inerenza non sono deducibili

La Corte di Cassazione ha ribadito che le spese di rappresentanza sono deducibili solo se il contribuente dimostra in modo concreto il requisito dell’inerenza. Non è sufficiente che la spesa abbia, in astratto, caratteristiche promozionali: occorre provare che sia stata effettivamente sostenuta per finalità di rappresentanza e non per esigenze personali. L’onere della prova grava interamente sul contribuente, che deve documentare non solo il costo e il pagamento tracciabile, ma anche la destinazione dei beni o dei servizi, ad esempio mediante l’indicazione dei destinatari degli omaggi o elementi che attestino lo svolgimento di iniziative promozionali. In assenza di tali prove, la spesa è indeducibile. Per i professionisti resta fermo il limite quantitativo dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. La Cassazione ha inoltre confermato la legittimità delle sanzioni, chiarendo che la violazione incide sul profilo sostanziale della deduzione e non è un mero errore formale.

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  • Infografica - Spese di rappresentanza senza prova dell’inerenza non sonodeducibili.pdf (408 kB)
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