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Il transfer pricing riguarda la determinazione dei prezzi nelle transazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo multinazionale e mira a evitare trasferimenti indebiti di reddito verso giurisdizioni fiscalmente più favorevoli. Il principio guida è quello di libera concorrenza (arm’s length), secondo cui i prezzi applicati devono essere equivalenti a quelli che sarebbero stati pattuiti tra imprese indipendenti.
Per verificare la correttezza dei prezzi si svolge un’analisi di comparabilità che considera funzioni svolte, rischi assunti, asset impiegati, termini contrattuali e condizioni economiche. Tra i metodi utilizzati vi sono i metodi reddituali, che determinano il valore delle transazioni partendo dall’utile generato. I principali sono il Transactional Net Margin Method (TNMM), basato sul confronto dei margini netti con imprese indipendenti, e il Profit Split Method, che ripartisce gli utili complessivi tra le società del gruppo.
Se i margini rientrano nell’intervallo di libera concorrenza non sono necessarie rettifiche; in caso contrario l’amministrazione finanziaria può intervenire. La predisposizione della documentazione idonea consente di ridurre il rischio sanzionatorio.