9 gennaio 2026

Legge di Bilancio 2026, novità in materia di Lavoro

Infostudio Lavoro n. 1 - 2026
Autore: Salvatore Cortese

 

Gentile Cliente, sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 è stata pubblicata la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), che introduce numerose misure a sostegno di lavoratori, famiglie e imprese.

Con la presente informativa, si fornisce un riepilogo delle principali novità.

Certi di aver fatto cosa gradita, restiamo a disposizione per una consulenza dettagliata.

Premessa

La legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce un ampio pacchetto di misure a favore di lavoratori, famiglie e imprese. Gli interventi riguardano la tassazione sui redditi da lavoro, il mercato del lavoro, il welfare familiare e il sistema previdenziale. Particolare attenzione è riservata al sostegno dei redditi medio-bassi, alla conciliazione vita-lavoro e all’occupazione stabile. 

A seguire uno schema riepilogativo delle principali novità.

 

Sostegno al reddito

Per quanto riguarda il sostegno al reddito di lavoratrici e lavoratori, la Manovra 2026 modifica anzitutto l’aliquota IRPEF applicabile al secondo scaglione di reddito (quello da 28.000 a 50.000 euro). In particolare, l’aliquota da applicare nel 2026 viene ridotta dal 35% al 33%.

In secondo luogo, prevede che gli aumenti retributivi riconosciuti nel 2026 in attuazione di contratti collettivi sottoscritti nel triennio 2024–2026 siano tassati con imposta sostitutiva al 5%, per i lavoratori con reddito 2025 non superiore a 33.000 euro.

Limitatamente ai dipendenti del settore privato, poi, dispone, per il periodo di imposta 2026, un’imposta sostitutiva al 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, a turni e nei giorni di riposo settimanale, se il reddito 2025 non supera 40.000 euro.

Altra novità di rilievo da segnalare è quella che incrementa da 8 a 10 euroil valore monetario non imponibile dei “buoni pasto” elettronici corrisposti dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

 

Famiglia e ISEE

In materia di ISEE viene innalzata la soglia di esclusione dell’abitazione principale, che  sale da 52.500 a 91.500 euro, con maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Aggiornata anche la scala di equivalenza.

Quanto al pacchetto famiglia, si segnalano:

  • l’estensione a 14 anni di età del figlio del termine entro il quale è possibile fruire del congedo parentale (in luogo degli attuali 12);
  • l’elevazione da cinque a dieci giorni lavorativi all’anno del limite di fruizione dei congedi parentali per ciascun genitore, con riferimento ai minori di età compresa tra 8 e 14 anni;
  • il rafforzamento del contratto a termine per sostituzione di lavoratrici in congedo (contratto per affiancare la lavoratrice sostituita prorogabile fino al compimento dell’anno del bambino);
  • l’incremento del Bonus mamme da 40 a 60 euro per le lavoratrici con 2 figli (fino ai 10 anni del secondo) e con più di 2 figli (fino ai 18 anni del più piccolo), con reddito da lavoro inferiore a 40.000 euro.

Occupazione e incentivi per le imprese

Per incentivare l’occupazione, la Manovra 2026 prevede il riconoscimento di un esonero contributivo parziale (fino a 24 mesi) per le assunzioni (o trasformazioni) a tempo indeterminato effettuate nel 2026.

L’incentivo, in particolare, potrà essere concesso per le assunzioni di giovani, donne svantaggiate e per le assunzioni effettuate nella ZES.

Previsto, inoltre, una specifica agevolazione per l’assunzione di lavoratrici madri con almeno 3 figli minori di 18 anni, disoccupate da almeno 6 mesi. In questo caso, i datori di lavoro possono ottenere un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per un periodo comprese tra 12 e 24 mesi.

Sono previsti, anche, appositi incentivi per favorire la conciliazione vita-lavoro. Dal 1° gennaio 2026, infatti, lavoratrici o lavoratori con almeno 3 figli conviventi, fino al compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo (o senza limiti di età nel caso di figli disabili), hanno la priorità in caso di richiesta di trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (orizzontale o verticale) o di rimodulazione della percentuale di lavoro in caso di contratto a tempo parziale, purché determini una riduzione dell’orario il 40%. In tal caso, i datori di lavoro possono ottenere un esonero contributivo fino a un massimo di 3.000 euro annui nei 24 mesi successivi dalla trasformazione del contratto (o dalla rimodulazione dell’orario).

Ammortizzatori sociali

Con riferimento agli ammortizzatori sociali, la legge di Bilancio 2026 ha previsto, in materia di NASpI, che l’erogazione anticipata dell’indennità disoccupazione non avvenga più in un’unica soluzione, come avviene attualmente, ma in due rate: la prima del 70% e la seconda del 30%, da corrispondere al termine della durata della prestazione, e comunque non oltre il termine di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipazione.

Per i lavoratori dello spettacolo, invece, la Manovra 2026 ha innalzato da 30.000 a 35.000 euro il tetto massimo di reddito dichiarato per l’accesso all’indennità di discontinuità.

Pacchetto pensioni e previdenza complementare

Per il pacchetto Pensioni si segnala che, dal 1° gennaio 2026, aumenta (da 8 a 20 euro mensili) l’importo dell’incremento delle maggiorazioni sociali per le pensioni delle persone in condizioni di disagio. Conseguentemente, aumenta da 104 a 260 euro annui il limite reddituale massimo oltre il quale l’incremento non è riconosciuto.

In merito ai requisiti di accesso al pensionamento, viene sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori, l'aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028

Per quanto riguarda la previdenza complementare, dal primo luglio 2026, scatta l'adesione automatica per i neoassunti del settore privato, nel caso in cui non esprimano la propria scelta nei 60 giorni successivi all'assunzione. 

La platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al fondo INPS è estesa a quelle che, negli anni successivi a quello di avvio delle attività, raggiungono i 50 dipendenti. 

Per il 2026 e il 2027, vengono escluse le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti. Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti. 

Da segnalare, infine, la proroga dell’Ape sociale fino al 31 dicembre 2026.

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