31 agosto 2026

Dichiarazione IMU omessa: come rimediare entro 90 giorni?

Autore: Serena Pastore

Nel 2025 ho concesso in comodato, con contratto regolarmente registrato, un’unità immobiliare a mio fratello, che la utilizza come abitazione principale. Ho versato correttamente l’IMU dovuta, ma non ho presentato la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026. In che modo posso regolarizzare l’omissione?

L’articolo 1, comma 769, della legge n. 160/2019 prevede che la dichiarazione IMU debba essere presentata quando intervengono variazioni soggettive od oggettive rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta e le relative informazioni non risultano immediatamente conoscibili dal Comune.

La dichiarazione deve essere trasmessa, in forma cartacea oppure con modalità telematica, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui ha avuto inizio il possesso dell’immobile o si è verificata la variazione che incide sul calcolo del tributo. Di conseguenza, per un comodato stipulato nel corso del 2025, l’adempimento doveva essere effettuato entro il 30 giugno 2026.

La dichiarazione presentata conserva efficacia anche per le annualità successive, purché non intervengano ulteriori modifiche dei dati comunicati dalle quali derivi un diverso ammontare dell’IMU. Una disciplina specifica è prevista per gli enti non commerciali, tenuti alla presentazione della dichiarazione ogni anno in relazione agli immobili per i quali fruiscono dell’esenzione prevista dall’articolo 1, comma 759, lettera g), della legge n. 160/2019.

Il mancato rispetto della scadenza del 30 giugno può essere regolarizzato attraverso il ravvedimento operoso, a condizione che la dichiarazione venga presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni. Nel caso in esame, il termine ultimo per sanare l’omissione è quindi il 28 settembre 2026.

Entro tale data il contribuente deve presentare la dichiarazione IMU relativa alla variazione intervenuta nel 2025 e versare la sanzione in misura ridotta. L’articolo 13, comma 1, lettera c), del D.Lgs. n. 472/1997 riconosce infatti la riduzione a un decimo della sanzione minima prevista per l’omessa dichiarazione, quando l’adempimento viene eseguito entro 90 giorni dalla scadenza originaria. Tale disposizione continua a trovare applicazione nel 2026.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 775, della legge n. 160/2019, l’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con una sanzione dal 100 al 200% del tributo non versato, con un importo minimo di 50 euro.

Poiché nel caso descritto l’IMU risulta integralmente e tempestivamente pagata, il ravvedimento può essere perfezionato versando 5 euro, pari a un decimo della sanzione minima di 50 euro, e presentando la dichiarazione entro il 28 settembre 2026. Oltre il termine di 90 giorni, non sarà più possibile beneficiare della specifica riduzione prevista per la dichiarazione tardiva.

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