12 giugno 2026
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12 giugno 2026

Medico forfettario con ritenuta in CU: come recuperarla nel modello Redditi?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Un medico in regime forfettario ha svolto attività di guardia medica e, per i relativi compensi, ha ricevuto la Certificazione Unica 2026. Nella CU risulta indicata anche una ritenuta d’acconto, nonostante il professionista operi nel regime forfettario. Come può recuperare tale importo?

Il recupero della ritenuta d’acconto erroneamente subita avviene, ordinariamente, in sede di dichiarazione dei redditi, attraverso l’indicazione dell’importo nei quadri dichiarativi che consentono lo scomputo della ritenuta. In particolare, la ritenuta certificata può essere riportata ai fini del recupero nel quadro RN e/o nel quadro LM, secondo le modalità previste dalle istruzioni dichiarative.

In linea generale, il contribuente che applica il regime forfettario non dovrebbe subire ritenute d’acconto sui compensi relativi all’attività professionale esercitata nel regime agevolato. Nel caso del medico che svolge attività di guardia medica, può tuttavia accadere che l’ente o il soggetto erogante il compenso applichi comunque la ritenuta e la esponga nella Certificazione Unica.

In questa ipotesi, l’importo trattenuto non resta definitivamente acquisito dall’Erario. Se la ritenuta è stata effettivamente operata e risulta regolarmente certificata nella CU 2026, il medico può recuperarla nella dichiarazione dei redditi, trattandola come una somma già versata a titolo di acconto.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n.10/E del 4 aprile 2016, qualora un contribuente in regime forfettario abbia subito erroneamente una ritenuta e non sia più possibile correggere l’errore, l’importo può essere recuperato in dichiarazione, purché la ritenuta sia stata certificata dal sostituto d’imposta.

Operativamente, la ritenuta erroneamente subita deve essere indicata nel rigo RS40, denominato “Ritenute regime di vantaggio e regime forfettario – casi particolari”. Da tale rigo, l’importo può essere riportato ai fini dello scomputo nei righi che consentono il recupero dell’acconto subito. In particolare, la ritenuta può essere utilizzata nel quadro RN, al rigo RN33, colonna 4, e/o nel quadro LM, al rigo LM41, in relazione alla capienza dell’imposta dovuta e alle modalità di compilazione del modello.

Nel caso prospettato, quindi, il medico dovrà prima verificare che la ritenuta indicata nella CU 2026 sia effettivamente riferita ai compensi percepiti per l’attività di guardia medica e che tali compensi siano riconducibili all’attività svolta in regime forfettario. Una volta effettuata tale verifica, l’importo potrà essere inserito in dichiarazione, così da ridurre l’imposta dovuta o generare un credito.

Resta ferma anche una seconda possibilità: la presentazione di un’istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del DPR. n. 602/1973. Tale strada consente al contribuente di chiedere la restituzione delle somme indebitamente versate, nel rispetto dei termini previsti dalla norma. Si tratta, tuttavia, di una soluzione alternativa rispetto allo scomputo in dichiarazione e può essere utilizzata quando il contribuente non intende o non può recuperare la ritenuta direttamente nel modello Redditi.

In conclusione, nel caso del medico forfettario che ha ricevuto una CU 2026 con ritenuta d’acconto per attività di guardia medica, la ritenuta non va persa. Il recupero può avvenire in dichiarazione, mediante indicazione nel rigo RS40 e successivo riporto nel quadro RN e/o nel quadro LM, affinché l’importo sia scomputato dall’imposta dovuta oppure emerga come credito utilizzabile o rimborsabile. In alternativa, resta possibile presentare istanza di rimborso.

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