14 gennaio 2026

Imposta sostitutiva su incrementi contrattuali: come cambia la busta paga

Lavoro & Consulenza n. 01 - 2026
Autore: Debhorah Di Rosa

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto, limitatamente al periodo d’imposta 2026, un meccanismo di tassazione agevolata per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e rendere più “visibile” in busta paga l’effetto dei rinnovi contrattuali.

 

Nel 2026, gli incrementi retributivi riconosciuti ai dipendenti del settore privato in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 saranno assoggettati  ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5%. 

La quota di aumento riconducibile al rinnovo del CCNL, quando pagata nel 2026, può essere tassata al 5% anziché con l’IRPEF ordinaria e relative addizionali.

Di cosa si tratta

La misura riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro. L’applicazione dell’imposta sostitutiva avviene salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore (quindi, tendenzialmente “default sì”, “opt-out”) e si applica sugli incrementi retributivi dovuti al rinnovo.

La contribuzione previdenziale resta, in linea di principio, quella ordinaria.

Chi può beneficiarne

L’agevolazione si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 € lordi. Il lavoratore può rinunciare per iscritto se ritiene più conveniente la tassazione ordinaria.

Dipendente con reddito da lavoro dipendente nel 2025 = 31.000 € lordi.

Dal 1° giugno 2026 per effetto di un rinnovo CCNL viene riconosciuto un incremento contrattuale di 120 € lordi mensili.

Il beneficiario non rinuncia alla detassazione.

Calcolo con imposta sostitutiva (5%)

Incremento annuo: 120 × 12 = 1.440 €.

Imposta sostitutiva: 1.440 × 5% = 72 €.

Con IRPEF ordinaria: l’imposta potrebbe superare 300–400 € sui 1.440 € a seconda dello scaglione e delle detrazioni.

Riferimenti normativi

CCNL con rinnovi contrattuali

CCNL (settore)

Accordo / vigenza (indicativa)

Aumenti che impattano il 2026 (indicazioni)

Metalmeccanici Industria (Federmeccanica-Assistal)

Rinnovo firmato 22/11/2025, vigenza fino 30/06/2028 (indicazioni di sintesi stampa)

Previsti aumenti in più tranche: una tranche a giugno 2026 (indicazione divulgativa su calendario tranche)

Terziario–Distribuzione–Servizi (Confcommercio)

Accordo con validità 01/04/2023–31/03/2027

Tabella aumenti prevede una scadenza 01/11/2026 (oltre ad altre nel 2025/2027)

Logistica, Trasporto Merci e Spedizione

Rinnovo firmato 06/12/2024, vigenza fino 31/12/2027

Percorso di adeguamento retributivo che prosegue nel 2026; indicata una tranche da gennaio 2026 (fonti stampa di settore)

Turismo (Federalberghi/Confcommercio)

Vigenza 01/07/2024–31/12/2027

Il calendario aumenti include una tappa “Mag-26” (adeguamenti progressivi fino a fine 2027)

Multiservizi / Pulizie – Servizi integrati

Validità 01/06/2025–31/12/2028

Aumento complessivo a regime con erogazione in 7 tranche nel periodo di validità (quindi con tranche anche nel 2026)

Esempi pratici (semplificati) di applicazione in busta paga

Gli esempi servono a spiegare la logica. In concreto, l’aggancio dell’“incremento da rinnovo” va fatto sulle voci paga (minimo/tabellare o elemento distinto) come definite dal CCNL/rinnovo e dalla prassi paghe.

Esempio 1 — aumento da rinnovo: 80 € lordi/mese nel 2026

Dipendente privato, reddito 2025 = 30.500 € 

Da rinnovo CCNL, dal 1° maggio 2026 scatta un aumento di importo pari a 80 € lordi mensili.

Regime ordinario (indicativo): se il lavoratore è nello scaglione 23% o 35%, più addizionali, la trattenuta può facilmente superare il 25–40% dell’aumento (dipende da imponibile e addizionali).

Con imposta sostitutiva 5%: la trattenuta IRPEF/addizionali su quei 80 € diventa 4 € (80×5%).

Esempio 2 — arretrati da rinnovo pagati nel 2026

Scenario frequente: rinnovo firmato con decorrenze retroattive e pagamento arretrati nel 2026.

Arretrati “da rinnovo” liquidati in un’unica soluzione: 600 € lordi.

Se ricadono nel perimetro e il dipendente ha i requisiti, la tassazione sostitutiva è 30 € (600×5%) invece dell’IRPEF ordinaria (che potrebbe essere molto più elevata). 

Attenzione: vanno separati correttamente dalle altre componenti (premi, straordinari, una tantum non riconducibili al rinnovo) per evitare errori.

Esempio 3 — rinuncia del lavoratore

Un lavoratore può chiedere per iscritto di non applicare la sostitutiva (perché, ad esempio, preferisce gestire detrazioni/crediti in dichiarazione o prevede conguagli particolari).

In quel caso, il datore applica la tassazione ordinaria su quell’incremento. 

Checklist operativa

Cosa deve fare il datore di lavoro (checklist operativa)

  • 1) Verificare l’accesso (soglia reddituale) alla normativa agevolata: reddito di lavoro dipendente 2025 ≤ 33.000 €.  A tal fine vanno utilizzati i dati disponibili (CU o busta paga dicembre) se è lo stesso datore del 2025; in caso di neoassunti nel 2026, serve una gestione prudente (con supporto documentale/dichiarazione del lavoratore) per evitare applicazioni indebite.
  • 2) Identificare l’incremento da rinnovo CCNL: individuare quale quota della retribuzione è incremento “da rinnovo” (minimi/tabellari, EDR contrattuali, tranche previste, ecc.); impostare voci dedicate (o codifiche chiare) per distinguere:
    • - imponibile ordinario;
    • - imponibile “incremento da rinnovo” soggetto a sostitutiva.
  • 3) Gestire l’eventuale rinuncia (opt-out): predisporre un modulo semplice di rinuncia scritta;
  • 4) archiviazione a fascicolo 
  • 5) calcolo imposta sostitutiva 5% sulla quota incremento e  corretta esposizione in busta (voce trattenuta dedicata) per trasparenza verso il dipendente.
  • 6) Conguaglio e certificazione: gestire il conguaglio di fine anno (o fine rapporto) verificando che l’agevolazione sia stata applicata solo a chi ne aveva diritto e che l’importo agevolato sia coerente con le voci contrattuali;
  • 7) Corretta rappresentazione in CU 2027 (redditi 2026) e quadrature con F24.
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  • L&C - Imposta sostitutiva su incrementi contrattuali come cambia labusta paga.pdf (253 kB)
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