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Premessa – Niente da fare per le deroghe “Expo 2015”. Infatti, si concludono con un nulla di fatto gli emendamenti presentati nei giorni scorsi alle commissioni Lavoro e Finanze del Senato che prevedono, in via straordinaria, l’utilizzo facilitato di alcune tipologie contrattuali in occasione di “Expo 2015” di Milano. Mentre salgono dal 50% al 70% la dote ASpI per le imprese che riassumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori disoccupati. Attualmente sono queste le novità che emergono dall’iter di conversione in legge del decreto occupazione (D.L. n. 76/2013), che si propone l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile, oggetto di circa 500 emendamenti sui cui il Governo sta lavorando senza sosta per accelerare la stesura definitiva del testo.
Deroghe Expo 2015 – Restano, dunque, attualmente in sospeso le deroghe da inserire in merito alla flessibilità in entrata in occasione dell'Expo. Al riguardo, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha fissato il termine del 15 settembre per raggiungere un'intesa con le parti sociali. Ricordiamo come il Governo, in via del tutto straordinaria legata a Expo 2015, intende: estendere l’acausalità per i contratti a termine (attualmente il limite è di 12 mesi, con possibilità di proroga mediante la contrattazione collettiva) e introdurre ex ante per i co.co.co. un’indicazione fissa nella causale, ossia “Expo 2015”. Inoltre, s’intende instaurare un miglior coordinamento degli incentivi previsti in favore dell’assunzione a tempo indeterminato (decontribuzione massima mensile di 650 euro) e quelli in favore dei tirocini “curriculari”, al fine di non limitare l’utilizzo del contratto d’apprendistato che rimane comunque lo strumento principe per l’occupazione giovanile. Si è pensato anche a un innalzamento dell’età anagrafica per i bonus in questione, dagli attuali 29 anni ai 35anni.
ASpI – È stato accolto positivamente invece, l’emendamento che innalza al 70% la dote destinata al datore di lavoro che assume un lavoratore beneficiario dell'Aspi. A tal proposito, ricordiamo come il D.L. lavoro (D.L. n. 76/2013) prevede che al datore di lavoro venga concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al 50% dell'indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore.
Bonus assunzioni – Altro importante emendamento presentato riguarda il bonus assunzioni a tempo indeterminato (fino a 650 euro mensili), e in particolare i criteri che ne danno diritto. Infatti, il testo nel definire la categoria dei giovani svantaggiati fa riferimento al fatto che “vivano soli con una o più persone a carico”. Tale criterio, secondo i relatori degli emendamenti, risulta poco chiaro dal punto di vista giuridico. Pertanto è probabile che verrà riscritto. Confermate, invece, le altre due condizioni, vale a dire l’assenza di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e la mancanza di un diploma di scuola media superiore o professionale. Inoltre, la condizione che le assunzioni determinino un aumento occupazionale netto si arricchisce del seguente periodo: “salvo che il posto si sia reso vacante per dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d'età, riduzione volontaria dell'orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzioni di personale”. Quindi, restano esclusi dal beneficio coloro che assumono un lavoratore dopo averlo licenziato. Ad essere estromessi dall’agevolazione sono anche i contratti di lavoro domestico, come colf e badanti.