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La Legge di Bilancio 2026 introduce un quadro stabile per la definizione agevolata delle entrate territoriali: i commi 102-110 attribuiscono a Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni la facoltà di disciplinare con regolamento strumenti di “rottamazione” applicabili a entrate tributarie e patrimoniali. La misura è subito operativa e IFEL-ANCI la accompagna con una nota e uno schema di regolamento. Non è un condono generalizzato: l’obiettivo è recuperare crediti difficilmente esigibili, ridurre carico amministrativo e favorire l’adempimento spontaneo, salvaguardando però integralmente il capitale e limitando gli sconti a interessi e sanzioni (e, per multe stradali, anche oneri di riscossione). Il perimetro può includere IMU, TARI, canone unico, oneri di urbanizzazione, tariffe servizi (mense/asili) e sanzioni, anche per regolarizzare posizioni non ancora accertate. IFEL chiarisce che non esiste aggancio automatico alle sanatorie statali (es. rottamazione quinquies) e che i Comuni non possono intervenire sui carichi in AdER senza legge ad hoc. Centrale la sostenibilità: servono stime su adesioni e incassi e il parere dei revisori. Il regolamento comunale è il perno operativo per tempi, entrate, adesione e pagamenti (anche digitali).