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La Manovra finanziaria introduce dal 2026 una svolta radicale nel regime delle locazioni brevi: l’attività sarà considerata d’impresa già dalla terza unità immobiliare, senza alcun regime transitorio. Questo obbliga all’apertura immediata della partita IVA tutti i contribuenti che, al 31 dicembre 2025, destinano tre o quattro appartamenti agli affitti brevi. Viene così superata la precedente soglia di cinque immobili, oltre la quale scattava la presunzione di imprenditorialità. Restano applicabili la cedolare secca (21% su una sola unità, 26% sulle altre) solo fino a due immobili; dalla terza unità si entra nel regime d’impresa.
I contribuenti dovranno adempiere a nuovi obblighi amministrativi (SCIA al SUAP), scegliere il regime fiscale (forfettario o ordinario con IVA al 10%) e valutare l’impatto previdenziale, con possibile iscrizione alla Gestione INPS Commercianti. L’assenza di una disciplina transitoria espone a rischi sanzionatori rilevanti in caso di ritardi.