5 maggio 2026

PayPal è considerato POS virtuale da collegare al registratore telematico?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Se un esercente incassa un corrispettivo tramite PayPal, senza utilizzare un lettore fisico di carte, deve considerare tale incasso come effettuato tramite POS virtuale ai fini del collegamento con il registratore telematico?

Sì, l’incasso con PayPal può essere considerato un POS virtuale quando il pagamento viene accettato tramite smartphone, tablet, computer, app, link di pagamento, QR code o altro device, in assenza di un terminale fisico. La risposta non dipende quindi dalla presenza materiale di un lettore POS sul banco, ma dalla funzione svolta dallo strumento, e cioè consentire all’esercente di accettare un pagamento elettronico riferibile a un’operazione certificata mediante documento commerciale.Il punto tecnico è essenziale.

La disciplina sul collegamento tra POS e registratori telematici non guarda soltanto al POS tradizionale, inteso come terminale fisico bancario. Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 424470 del 31 ottobre 2025, emanato in attuazione dell’art. 1, commi 74 e 77, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, fa riferimento allo “strumento hardware o software” mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici e allo strumento mediante il quale sono registrati e memorizzati i dati dei corrispettivi. La nozione è quindi volutamente ampia e comprende anche applicazioni, piattaforme digitali e strumenti virtuali di incasso.

Dal 1° gennaio 2026, per le operazioni soggette a memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, gli esercenti devono assicurare il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e il registratore telematico, server RT o procedura web utilizzata per emettere il documento commerciale. L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che l’abbinamento avviene tramite l’area riservata “Fatture e Corrispettivi” e che non si tratta  di un collegamento fisico tra POS e registratore.

Il nostro consiglio è quello di chiedere sempre al cliente, oltre a quanti POS fisici ha, anche quali strumenti utilizza per accettare pagamenti elettronici relativi ai corrispettivi. In questa domanda rientrano POS bancari tradizionali, terminali mobili, app di pagamento, wallet, piattaforme online, link di pagamento, QR code e, appunto, PayPal quando viene utilizzato per incassare vendite al dettaglio o prestazioni certificate mediante documento commerciale.

La qualificazione di PayPal come POS virtuale è particolarmente evidente quando il cliente paga tramite un’interfaccia digitale messa a disposizione dall’esercente. Si pensi al pagamento tramite QR code esposto alla cassa, al link inviato via messaggio, alla richiesta di pagamento generata dall’account business oppure al pagamento ricevuto tramite app installata sullo smartphone dell’esercente. In tutti questi casi PayPal non è soltanto un conto di appoggio o un canale finanziario successivo all’incasso, ma è lo strumento software attraverso cui il pagamento elettronico viene accettato.

Diverso è il caso in cui PayPal venga utilizzato esclusivamente per incassare operazioni documentate da fattura elettronica, ad esempio rapporti B2B o prestazioni professionali non certificate mediante documento commerciale. In tale ipotesi non è il marchio PayPal a determinare automaticamente l’obbligo, ma il collegamento funzionale tra pagamento elettronico, corrispettivo al dettaglio e memorizzazione tramite RT. L’obbligo POS-RT riguarda infatti gli esercenti tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015, come integrato dalla disciplina successiva.

Pensiamo a un ristorante con RT fisico, POS bancario e PayPal QR code. Il ristorante emette regolarmente il documento commerciale tramite registratore telematico fisico. L’esercente accetta contanti, carte tramite POS bancario tradizionale e pagamenti PayPal tramite QR code esposto alla cassa. Il cliente, al termine della cena, inquadra il QR code con il proprio smartphone, paga 80 euro tramite PayPal e mostra la conferma al cameriere. Il ristorante chiude poi il conto sul registratore telematico, emettendo il documento commerciale.

Il caso è interessante perché manca un lettore fisico PayPal. Non c’è un terminale autonomo, non c’è una carta inserita o avvicinata a un dispositivo, non c’è un PIN digitato su una tastiera POS. Tuttavia, sotto il profilo fiscale, il pagamento è elettronico ed è stato accettato attraverso uno strumento software. PayPal, in questa situazione, svolge la stessa funzione economica e fiscale di un POS: permette all’esercente di ricevere il pagamento di un corrispettivo.

Immaginiamo che, nella giornata del 10 maggio 2026, il ristorante incassi complessivamente 3.200 euro: 1.000 euro in contanti, 1.700 euro tramite POS bancario e 500 euro tramite PayPal QR code. Il registratore telematico trasmette i corrispettivi giornalieri. Parallelamente, i prestatori di servizi di pagamento trasmettono i dati relativi agli incassi elettronici. Se il POS bancario è correttamente abbinato al registratore telematico, ma PayPal non è stato censito come strumento di pagamento elettronico, può emergere una criticità nella riconciliazione tra corrispettivi certificati e pagamenti digitali ricevuti.

La soluzione operativa consigliabile è duplice. Da un lato, il consulente deve verificare se PayPal sia effettivamente utilizzato per incassare corrispettivi certificati tramite RT. Dall’altro, deve assistere l’esercente nell’abbinamento dello strumento, ove dovuto, tramite il portale “Fatture e Corrispettivi”.

Inoltre, se il registratore o il gestionale lo consente, è opportuno distinguere le modalità di incasso, separando ad esempio “POS bancario” e “PayPal”, così da agevolare quadrature di cassa, riconciliazioni contabili e controlli interni.In conclusione, PayPal deve essere trattato come POS virtuale quando consente all’esercente di accettare pagamenti elettronici tramite smartphone o altro device, anche senza lettore fisico. L’assenza del terminale non esclude l’obbligo: ciò che rileva è l’utilizzo di uno strumento hardware o software per accettare il pagamento elettronico di un corrispettivo. Per gli studi professionali è quindi opportuno aggiornare check-list e questionari ai clienti, includendo espressamente PayPal, wallet, link di pagamento, QR code e piattaforme digitali tra gli strumenti da censire ai fini del collegamento POS-RT.

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