Dal palco del Meeting di Rimini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un nuovo Piano Casa per agevolare l’acquisto e l’affitto di abitazioni a prezzi calmierati, con l’obiettivo di sostenere le giovani coppie e favorire la natalità.
“Una delle priorità è un grande Piano Casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è più difficile costruirsi una famiglia”, ha dichiarato Meloni. Il vicepremier Matteo Salvini, intervenuto in seguito, ha confermato che il progetto prevede la realizzazione di “decine di migliaia di abitazioni a prezzi accessibili”, frutto di un lavoro avviato da oltre due anni.
Mercato immobiliare sempre meno accessibile
Secondo i dati diffusi da ANCE, il problema della casa è diventato strutturale: 10 milioni di famiglie con reddito fino a 24.000 euro non riescono a comprare casa nelle grandi città. Milano, Roma e Napoli risultano le aree più critiche, seguite da Firenze e Venezia.
Per il mutuo si arriva a spendere il 50% del reddito familiare, percentuale che supera il 66% per il 20% delle famiglie meno abbienti. Anche gli affitti risultano insostenibili: in media quasi metà del reddito è destinato al canone mensile.
Cosa prevede il nuovo Piano casa
Il nuovo Piano si inserisce nel solco del
Piano Casa Italia, introdotto con la
Legge di Bilancio 2025, nato per contrastare il disagio abitativo e rilanciare le politiche edilizie. Ma, nonostante i proclami, non è tutto oro quello che luccica. Il progetto è ancora in fase di attuazione:
manca infatti il DPCM attuativo, previsto entro giugno 2024, necessario per definire regole e modalità operative.
Al momento il finanziamento previsto è pari a 660 milioni di euro su base pluriennale, una cifra definita “un’inezia” da Salvini, che sottolinea la necessità di un impegno economico più consistente. Secondo ANCE, per affrontare efficacemente il disagio abitativo sarebbero necessari almeno 15 miliardi in dieci anni.
Le linee di azione attualmente al vaglio prevedono incremento delle risorse nazionali già stanziate, utilizzo dei fondi PNRR non spesi, coinvolgimento di fondi europei e fondazioni private e attivazione di partenariati pubblico-privati con casse di previdenza e fondi immobiliari.
Mutui garantiti: un pilastro del Piano
Il Piano rafforza anche il
Fondo di garanzia sui mutui per l’acquisto della prima casa, riservato a:
- giovani coppie con almeno due anni di convivenza.
- nuclei monogenitoriali con figli minori.
- under 36.
- famiglie con almeno tre figli, con determinati requisiti ISEE.
Nel primo semestre 2025 sono stati erogati oltre 38.000 mutui garantiti, per un totale di 4,8 miliardi di euro, con un incremento del 20% in numero e del 34% in valore rispetto al 2024.
Social housing
Oggi in Italia solo il 3,8% delle famiglie vive in alloggi di edilizia sociale pubblica, contro il 24% in Austria, il 16% in Francia e il 29% nei Paesi Bassi. Il nuovo Piano punta a riorganizzare l’offerta di edilizia sociale, favorire progetti di recupero e rigenerazione urbana e sviluppare modelli innovativi di social housing, basati sulla combinazione di risorse pubbliche e private.
Salvini ha ricordato che sono già in corso 150 cantieri per il recupero di 15.000 alloggi popolari nelle periferie italiane, con conclusione prevista entro giugno 2026. Anche in questo caso, dobbiamo attendere per capire se i tempi e i lavori saranno rispettati.
Le altre misure in arrivo
Il pacchetto di interventi del Piano Casa comprenderà anche una revisione del Testo Unico dell’edilizia, una sperimentazione del Fondo nazionale per la rigenerazione urbana e una ridefinizione dei poteri delle Soprintendenze, per semplificare gli iter burocratici, soprattutto in relazione a immobili storici non utilizzati.
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