28 febbraio 2026

Scontrino “spezzato” tra buoni pasto e carta: il POS-RT duplica la vendita?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Nei supermercati, se in uno scontrino il cliente paga una parte con buoni pasto e una parte con POS, la vendita viene “duplicata" per effetto del collegamento POS-RT?

No, la vendita non viene duplicata. Lo scontrino, cioè il documento commerciale, nasce una sola volta, perché è il registratore telematico a certificare l’operazione. Il collegamento POS-RT, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e disciplinato operativamente dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025 n. 424470, non crea una seconda vendita: serve piuttosto a far sì che l’importo incassato con strumenti elettronici risulti coerente con quanto viene certificato e trasmesso nei corrispettivi.

Nel caso tipico del supermercato con pagamento misto, lo scontrino resta uno, ma al suo interno convivono più forme di pagamento. Cosa fare dunque? Il collegamento non guarda al totale dello scontrino in modo indistinto, ma alla porzione che transita davvero su strumenti di pagamento elettronico, il POS, rispetto alle altre modalità, come buoni pasto, contanti, buoni spesa, ecc.

Se la cassa/RT è configurata correttamente, sul documento commerciale, e nei dati che alimentano i corrispettivi telematici, la quota pagata con carta viene registrata come pagamento elettronico, mentre la parte coperta dai buoni pasto viene registrata con la sua natura specifica, senza spacciarla per incasso POS. In questo scenario la coerenza si mantiene: l’acquirer, cioè l’operatore che gestisce i pagamenti con carta, comunicherà i soli importi transitati sul POS, e l’RT dichiarerà come elettronico lo stesso importo, non l’intero totale dello scontrino. 

Il rischio di scostamenti, infatti, non nasce dalla presenza di due mezzi di pagamento sullo stesso scontrino, che è una normalissima logica di tender split, ma da un’impostazione contabile/operativa disallineata. Ad esempio quando, per prassi, la cassa attribuisce tutto lo scontrino a pagamento elettronico anche se una parte è stata coperta da ticket. In quel caso l’RT risulterebbe troppo alto sul fronte POS rispetto a ciò che l’acquirer trasmette, e lo scostamento non sarebbe un errore del sistema, ma un errore di imputazione della forma di pagamento. Quindi lo scontrino non raddoppia, però con POS-RT diventa molto più importante che le forme di pagamento siano valorizzate in modo fedele.

Un’ulteriore sfumatura riguarda i buoni pasto elettronici. In molti contesti operativi i ticket restaurant non sono più cartacei, ma transitano su circuiti e terminali dedicati o su funzionalità POS specifiche. Fiscalmente, ciò non cambia la regola di metodo: la quota pagata con quel circuito va trattata per ciò che è (buono/ticket) e la quota pagata con carta ordinaria va trattata come pagamento elettronico POS.

L’obiettivo del collegamento resta l’allineamento dei dati, non l’unificazione forzata dei mezzi di pagamento. Per questo, per evitare scostamenti, è possibile utilizzare un POS dedicato all’incasso delle fatture. Il punto non è che le fatture creino duplicazioni (non le creano), ma che un POS usato promiscuamente per incassare sia corrispettivi (documento commerciale/RT) sia fatture (già tracciate via SdI) può generare confusione gestionale, soprattutto quando si fanno riconciliazioni interne o quando si pretende di far quadrare automaticamente flussi che, per loro natura, nascono su canali documentali diversi. Un POS dedicato alle fatture, se effettivamente utilizzato solo per quelle, aiuta a separare i mondi e a rendere più pulita la riconciliazione tra incassi POS da corrispettivi e corrispettivi RT.

Attenzione però: se lo stesso POS viene usato anche solo in parte per incassare operazioni soggette a RT, allora quel terminale ricade nel perimetro del collegamento e va censito/abbinato, a prescindere dal fatto che venga usato anche per fatture.In sintesi: lo scontrino con buoni pasto + POS resta una sola vendita. Ciò che conta, con l’obbligo POS-RT, è che l’RT rappresenti correttamente la quota POS e non la confonda con ticket o altre forme. Se la cassa fa bene questo mestiere, la vendita non si duplica e gli scostamenti non nascono.

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