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Economia & Società

7 gennaio 2021

Nuove disposizioni anticovid

Autore: Barbara Garbelli
Corona virus
Il 04/01/2021 si è riunito il Consiglio dei Ministri per predisporre nuove misure anticontagio da covid-19. In un momento ancora difficile, con i primi vaccini arrivati e non ancora totalmente somministrati, ci si pone la domanda su come agire per contenere la curva dei contagi, ed evitare una terza ondata che andrebbe ad influire negativamente sia sulla salute della popolazione, sia sull’economia del Paese. Il piano vaccinale in Italia ha incontrato varie difficoltà nell’essere applicato per svariate ragioni : carenza di personale medico, alcuni ritardi dovuti al maltempo che ha flagellato l’Europa in questo periodo, carenza di strutture dove poter somministrare le dosi, addirittura mancanza di siringhe adatte per inoculare il siero. Con grande preoccupazione da parte di tutti vista la situazione pandemica attuale, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che detta le misure restrittive da adottare a partire dal 07 gennaio p.v. In sostanza dal 07 gennaio 2021 al 15 gennaio 2021, restano in vigore i divieti agli spostamenti tra le regioni e le provincie autonome se non per comprovati motivi, e nei giorni 09-10 gennaio 2021 l’introduzione in tutta Italia della cosiddetta “zona arancione” (articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020) che permette qualche libertà in più. Nello specifico il testo del decreto legge riporta:
  • per il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, il divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma;
  • nei giorni 9 e 10 gennaio 2021, l’applicazione, su tutto il territorio nazionale, delle misure previste per la cosiddetta “zona arancione” (articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020). Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Dal 7 al 15 gennaio, nei territori indicati come “zona rossa”, è possibile spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata del proprio comune. Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.

Resta in vigore, per tutto il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, l’applicazione delle altre misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 e dalle successive ordinanze.

Il decreto legge rivede i criteri per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone “arancioni” e “rosse”.

Per quanto riguarda la tanto attesa riapertura delle scuole, il decreto fissa il punto sull’organizzazione dell’attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, con la previsione della ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio.

Torna la divisione in zone in base al Rt (ma sempre con il divieto di spostamento tra Regioni/province autonome, anche se gialle). Le soglie però vengono “rafforzate”: con Rt sopra 1 si va in arancione, sopra 1,25 in rossa.

Restano comunque valide le ormai note raccomandazioni al fine di evitare il contagio: indossare la mascherina. Lavarsi spesso le mani con gel apposito se non è possibile usare acqua e sapone, mantenere la distanza tra noi e altre persone di almeno un metro, evitare assembramenti, con sintomi compatibili con il covid-19 chiamare il medico di famiglia o i numeri verdi regionali e seguirne le indicazioni.
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