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Economia & Società

5 maggio 2021

Sindacati: “riformare il sistema pensionistico”

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Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in rappresentanza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, rivolgendosi al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlandi, avanza la richiesta di una riforma del sistema pensionistico, sottolineando che le pensioni non rappresentano un lusso ma il giusto riconoscimento dopo una vita dedicata al lavoro.

La misura previdenziale “Quota 100”, introdotta dal decreto legge 4/2019, consente ai lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati che maturano un requisito contributivo minimo pari a 38 anni e un’età anagrafica di 62 anni di andare in pensione – su domanda – con requisiti meno stringenti rispetto a quelli previsti per le pensioni anticipate (e di vecchiaia). Con il termine di tale misura si potrebbe tornare al modello Monti-Fornero che permetterebbe di andare in pensione all’età anagrafica di 67 anni oppure con il raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, mentre 41 anni e 10 mesi per le donne. Un’ eventuale scenario non sarebbe coerente con la situazione attuale del Paese.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, propone una riforma complessiva del sistema pensionistico, auspicandosi a breve un incontro con il governo, poiché in caso di risposte negative, i sindacati dovranno valutare quali iniziative intraprendere per sostenere le proprie proposte.

Nella giornata odierna è previsto un incontro tra il ministro Orlandi e i segretari generali dei sindacati, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, i quali proporranno l’iniziativa “Cambiare le pensioni adesso”, una riforma che entri in vigore prima della sospensione a fine anno di “Quota 100”, che permetta di introdurre una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età e con un accumulo di 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, con un riconoscimento della differente pesantezza del lavoro e di quello di cura delle donne, le quali hanno risentito significativamente dei requisiti pensionistici negli ultimi anni. Inoltre, i sindacati avanzano la richiesta di considerare una pensione di garanzia per i giovani, di sostenere il reddito dei pensionati ed estendere la quattordicesima, e infine, di rilanciare la previdenza complementare, che si aggiunge a quella obbligatoria ma non la sostituisce.

In merito al Recovery Plan, i segretari generali, hanno richiesto, settimana scorsa, un incontro con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sottolineando l’importanza del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che ad oggi nella definizione delle priorità e degli obiettivi, risulta a parer loro, inadeguato. Il Pnrr è uno strumento cruciale per il rilancio economico e sociale del Paese, attraverso l’aumento dei posti di lavoro, in particolare per i giovani e le donne, ma i sindacati reclamano l’importanza della riduzione dei divari territoriali.

Nel pomeriggio è in programma un incontro tra Orlandi e le parti sociali per discutere e trovare una posizione comune sulla protezione dei lavoratori e sulle modalità di gestione degli strumenti di ammortizzazione.
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