8 aprile 2026

Taglio accise carburanti, prorogato fino al 1° maggio 2026

Accise carburanti, il Governo proroga il taglio fino al 1° maggio: sconto sui prezzi alla pompa e agevolazioni per imprese colpite dal caro energia

Autore: Chiara Aiello

Con il decreto-legge n. 42 del 3 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78, il Governo ha disposto la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026. Il taglio delle accise sui carburanti resta in vigore per contenere i prezzi alla pompa in un contesto ancora incerto.

Il decreto conferma una riduzione delle accise pari a:

  • 20 centesimi al litro su benzina, gasolio e GPL;
  • 24,4 centesimi al litro considerando l’effetto IVA.

La riduzione dell’accisa comporta infatti una diminuzione della base imponibile su cui si applica l’IVA, amplificando l’effetto complessivo sul prezzo finale. La misura si configura quindi come una leva fiscale indiretta a doppio impatto, incidendo sia sull’imposta specifica sia su quella proporzionale.

La misura evita un aumento immediato dei prezzi. Senza proroga, dall’8 aprile il gasolio avrebbe potuto superare:

  • 2,3 €/litro sulla rete ordinaria;
  • 2,4 €/litro in autostrada.

Perché il Governo interviene sulle accise

La crisi geopolitica nel Golfo, con tensioni legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz, ha spinto verso l’alto il prezzo del greggio.

Il taglio delle accise serve quindi a:

  • contenere il caro carburanti;
  • evitare effetti a catena su prezzi e inflazione;
  • sostenere famiglie e imprese in una fase critica.

Lo stanziamento previsto è significativo: circa 500 milioni di euro (fino a 600 milioni secondo alcune stime).

Nonostante lo sconto, i prezzi restano elevati:

  • diesel intorno a 2,05 €/litro (self-service);
  • fino a 2,14 €/litro in autostrada;
  • benzina sotto 1,8 €/litro, ma comunque alta.

L’aumento delle quotazioni del greggio, alimentato dalle tensioni nell’area del Golfo e nello Stretto di Hormuz, ha assorbito gran parte della riduzione fiscale. In termini economici, si osserva un effetto di crowding-out del beneficio fiscale da parte della componente di mercato.

Logica temporale della proroga: flessibilità e stagionalità della domanda

Il precedente decreto del 18 marzo aveva previsto una riduzione limitata a 20 giorni. Questa scelta riflette la volontà di mantenere flessibilità nella gestione della leva fiscale  e adeguare l’intervento all’evoluzione dei prezzi internazionali.

La proroga fino al 1° maggio copre inoltre un periodo ad alta mobilità (Pasqua, ponte del 25 aprile, 1° maggio), durante il quale l’elasticità della domanda di carburante è particolarmente elevata.

Estensione settoriale e misure per imprese

A livello produttivo il decreto dà l’ok per contributi per investimenti in transizione digitale ed efficienza energetica, revisione dei finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione e accesso agli incentivi per imprese colpite da aumenti di costi energetici, calo del fatturato o tensioni sui flussi di cassa.

Le agevolazioni sono applicabili alle domande presentate entro il 31 dicembre 2026, configurandosi come strumenti di medio periodo.

Sul piano settoriale, viene inoltre esteso al comparto agricolo il regime agevolato già previsto per la pesca, riconoscendo l’elevata esposizione di tali attività al costo del carburante.

Le differenze fra benzina e gasolio: i prezzi 

Un elemento di criticità riguarda l’applicazione della riduzione tra benzina e gasolio. I dati mostrano una netta differenza in numeri:

  • la benzina si mantiene sotto 1,8 €/litro;
  • il gasolio supera stabilmente i 2 €/litro anche con lo sconto.

Da qui la proposta, avanzata da associazioni dei consumatori, di introdurre un taglio differenziato, con maggiore riduzione sul gasolio (fino a 40 centesimi al litro), ma questa ipotesi si scontra però con il principio di allineamento fiscale richiesto a livello europeo.

Resta quindi incerta l’efficacia della proroga nel lungo periodo, in quanti legata soprattutto all’andamento del mercato internazionale.

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