20 aprile 2015

730 precompilato. Primi giorni di dubbi

Il punto dell’Anc
Autore: Redazione Fiscal Focus

Quale ottimismo? - I toni ottimistici usati nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nell’illustrare i risultati del primo lancio del 730 precompilato non convincono i dottori commercialisti e gli esperti contabili, e non convincono, nello specifico, l’Associazione nazionale dei commercialisti presieduta da Marco Cuchel. Il parere della sigla sindacale è che le descrizioni edulcorate promosse dal numero uno del Fisco non corrispondono alla reale situazione, ancora densa di difficoltà e incertezze.

Il quadro e le incertezze - E anche sul futuro immediato la situazione non sembra assumere degli aspetti più certi, in quanto la natura ancora sperimentale dell’operazione non consente di effettuare delle stime circa l’eliminazione dei disagi per il contribuente e la semplificazione delle procedure. Il punto è che sono ancora troppo poche le dichiarazioni trasmesse senza modifiche o integrazioni per potersi basare su questi numeri.

I problemi e le difficoltà – I problemi riscontrati da contribuenti e commercialisti non sono stati pochi, anzi tutto il contrario. Sul punto il presidente Cuchel ha spiegato che i commercialisti stanno dalla parte della semplificazione e l’auspicio sarebbe quello che “tutta questa operazione fosse veramente realizzata nell’interesse dei cittadini contribuenti, temiamo però che nei fatti le cose non stiano così e che ad essere privilegiato sia stato l’elemento comunicativo rispetto a quello tecnico e operativo. In primo luogo perché tutto il lavoro preparatorio che è stato svolto non ha riguardato l’Amministrazione, bensì i professionisti, che hanno dovuto inviare, in tempi strettissimi e nella totale incertezza, le certificazioni uniche permettendo in questo modo all’Agenzia di incamerare semplicemente, e senza alcun controllo, i dati prodotti e trasmessi da noi. Proprio per questo motivo, non si può sostenere che la responsabilità su quanto apposto nelle precompilate sia in capo all’Agenzia in quanto, ove ci fosse un errore, ne risponderebbe non l’amministrazione, che ha acquisito il dato, ma chi l’ha prodotto, quindi il professionista”. A ciò vanno a sommarsi le molte contraddizioni e gli aspetti di dubbia costituzionalità. “Come categoria lo abbiamo evidenziato sin dal principio. Da una parte ci si può anche aspettare che a livello istituzionale si sia particolarmente attenti all’impatto mediatico di tutta l’operazione, facendo leva sulla presunta semplificazione per i cittadini; riteniamo però che si renderebbe sicuramente un servizio migliore al Paese e alla collettività se si riconoscessero anche gli evidenti limiti del sistema messo in piedi, ammettendo la realtà dei fatti”.

I costi – Senza parlare dei costi. “Non si può dire che quella del 730 precompilato sia un’operazione a costo zero per i cittadini, in quanto ci sarà un inevitabile aggravio di costi per i contribuenti derivanti, oltre che dall’aumento dei massimali delle polizze, anche dalle crescenti responsabilità di cui i commercialisti si dovrebbero far carico. Altro costo ‘nascosto’ è quello che la collettività ha certamente sostenuto per il sistema informativo che l’Agenzia delle Entrate ha commissionato alla Società preposta e che sicuramente ha comportato un onere non indifferente”. Ha concluso il presidente.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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