Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
La richiesta di proroga - Si avvicina il 31 luglio, fatidico giorno di deadline per l’invio telematico dei modelli 770/2015. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, nelle scorse settimane ha ribadito che nessuna proroga è in vista, ma da più parti si levano i cori di protesta e di richiesta di un posticipo dell’invio, magari a settembre. Tra queste voci si è fatta spazio quella della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, il cui Consiglio nazionale ha inviato nei giorni scorsi una missiva a mezzo della quale chiedeva appunto la proroga della scadenza. La lettera è stata inviata alla volta del numero uno del dicastero economico, del viceministro al medesimo ministero, Lugi Casero, del Direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella e del Direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. In generale, la richiesta di posticipo della scadenza è stata avanzata alla luce del fatto che nel modello 770 verranno inseriti dati di cui l’Agenzia delle Entrate è già in possesso poiché presenti nelle Certificazioni Uniche già inviate agli Uffici. Altra ragione a monte della richiesta risiede nella consapevolezza che luglio è un mese denso di adempimenti per Caf, commercialisti e altri professionisti abilitati.
La lettera dei commercialisti – I commercialisti hanno le idee chiare: gli adempimenti sono troppi e tutti concentrati nel medesimo periodo, per questo è necessario posticipare l’invio. Gerardo Longobardi, numero uno della categoria, ha infatti sottolineato come la proroga sia necessaria a causa “del consueto ingorgo di adempimenti fiscali nei mesi di giugno e luglio quali: scadenze dei versamenti di Unico, studi di settore, trasmissione telematica dei modelli 730 precompilati e non, lavorazione degli avvisi bonari recapitati in questi giorni”.
Obiettivi – L’obbiettivo non è solo spostare un adempimento, ma consentire ai commercialisti di svolgere nel migliore dei modi la propria attività di consulenti fiscali. Tant’è che la richiesta del presidente del Consiglio nazionale “è formulata con l’intento di consentire a tutti i commercialisti l’effettuazione dell’adempimento con la dovuta diligenza”.