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Nessuna proroga - “Non si ravvisano ragioni tecniche valide per il differimento della scadenza della presentazione del modello 770 del 2015", con queste parole, pronunciate in occasione del question time di ieri pomeriggio, Padoan ha fugato ogni dubbio aggiungendo che né dai commercialisti né dai consulenti del lavoro o da altre categorie è giunta richiesta di spostamento della scadenza. "Un differimento potrebbe arrecare un appesantimento del lavoro" per queste categorie e "potrebbe far insorgere problemi all'Agenzia delle entrate sulla dichiarazione dei redditi precompilata", ha concluso il capo del dicastero economico. Immediata è stata la replica dell’Associazione nazionale commercialisti, presieduta da Marco Cuchel, che proprio nei giorni scorsi aveva inoltrato sia al ministro che al direttore dell’Agenzia delle Entrate una missiva sul tema.
La delusione dell’Anc – Al cospetto di queste parole, l’Anc non ha potuto far altro che provare una profonda delusione. Le criticità denunciate nei giorni scorsi dalla stessa associazione di categoria non sono state prese in considerazione. Pertanto, l’Anc ha ritenuto opportuno scrivere al ministro Padoan. “La risposta del Ministro, come pure le motivazioni addotte, per l’ANC è incomprensibile, oltre a suscitare delusione nei professionisti intermediari, che si trovano ad affrontare difficoltà che evidentemente all’esterno non sono percepite e quindi prese nella dovuta considerazione”, scrive il presidente Marco Cuchel. Proprio lo scorso anno, ricorda il numero uno della sigla sindacale, in merito al medesimo adempimento era stata accordata una proroga della deadline al 19 settembre, pertanto oggi risulta incredibile che l’esecutivo “non ravvisi valide motivazioni, tecniche e non solo, per disporre lo slittamento del termine. Quest’anno, infatti, per gli studi dei professionisti la situazione si è maggiormente complicata in virtù dell’introduzione di nuovi adempimenti e in ragione delle proroghe che hanno riguardato altri, determinando un calendario fiscale che per gli addetti ai lavori, in questo periodo, non concede soste”.
Posizione incomprensibile – Ma le ragioni che rendono incomprensibile la posizione governativa espressa dal ministro Padoan non si limitano a quelle poc’anzi addotte. Lo spostamento della scadenza non comporterebbe infatti alcuna conseguenza negativa per l’Amministrazione finanziaria, in quanto, ai fini dell’operazione fiscale del 730 precompilato, essa è già in possesso di tutte le informazioni necessarie che sono state trasmesse nelle comunicazioni uniche entro il 7 marzo scorso. Inoltre, il fatto che il ministro abbia sottolineato come né i commercialisti né i consulenti del lavoro abbiano ufficialmente chiesto lo spostamento, non depaupera la richiesta dell’Anc che, “quale associazione di rappresentanza della categoria, è sicuramente privilegiata nel rapporto con i singoli professionisti, di cui conosce molto bene il diffuso disagio e le crescenti difficoltà”. La sigla sindacale ha quindi concluso chiedendo al ministro “di valutare per tempo la richiesta di modifica del termine previsto per la presentazione del modello 770, al fine di evitare, come accaduto in precedenti occasioni, che lo slittamento venga riconosciuto solamente a ridosso della scadenza”.