12 settembre 2013

A ciascun professionista il suo POS

Dal 1° gennaio 2014 pagamento compensi col bancomat.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il POS e gli studi - Dopo l’ormai superato appuntamento con l’obbligo di stipula della polizza assicurativa, i professionisti iscritti ad Albi e collegi si trovano innanzi a una nuova deadline che riguarda questa volta le modalità di pagamento del compenso. Dal prossimo primo gennaio infatti tutti gli studi professionali saranno chiamati a fornirsi in maniera obbligatoria di un POS (Point of Sale) al fine di garantire ai rispettivi clienti il pagamento della parcella in maniera elettronica.

La normativa –
Il pagamento via POS si inserisce nel percorso intrapreso negli ultimi anni e volto a limitare l’uso del denaro cash. La misura si inserisce nel contesto della lotta all’evasione fiscale e intende quindi rendere tracciabili le transazioni economiche anche di basso importo. In riferimento a ciò era già intervenuto il D.Lgs. n. 231/07 che aveva vietato il trasferimento di contante o titoli per somme superiori o pari a 1000 euro. Fin qui la storia appare uguale per tutti, ma nel corso del 2012 è intercorsa una novità che riguarda solo i professionisti. Ad aver introdotto l’obbligo, l’ennesimo, a carico dei professionisti è stato il D.L. n. 179/12 convertito a dicembre nella L. 221/12 contenente ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. Dunque, il pagamento via POS del compenso al professionista è stato fatto rientrare, dal governo tecnico, tra le misure che possono dar forza alla ripresa economica della Penisola. Il POS permetterà ai professionisti di far convogliare il pagamento effettuato dai clienti direttamente sul proprio conto corrente, senza esser costretti a maneggiare il contante come finora è accaduto (anche se il pagamento si è comunque effettuato in maniera tracciabile anche tramite assegni e/o bonifici). Per quel che concerne i possibili limiti all’importo per ogni singolo pagamento, le modalità e le eventuali condizioni, si attende un altro intervento normativo che probabilmente coinciderà con un decreto interministeriale.

Gli strumenti – I professionisti, dunque, dal prossimo primo gennaio 2014, non potranno rifiutare un pagamento del compenso a mezzo di bancomat o carta di credito. Quali strumenti serviranno? Ebbene, al titolare dello studio professionale basterà avere nel proprio studio un POS, pagando debite commissioni alla banca che lo ha in gestione. Mentre ai clienti che vorranno avvalersi di questo nuovo servizio basterà presentarsi presso il proprio consulente, geometra o avvocato con una qualsiasi carta abilitata al pagamento elettronico (di credito o di debito) ed effettuare il saldo del compenso spettante al professionista. Niente più scuse, quindi, per la mancanza di liquidità! Ciononostante i professionisti non sembrano soddisfatti.

Il no dei professionisti - Secondo buona parte dei professionisti, la norma e il conseguente obbligo a loro carico non avrebbero alcuna valenza in termini di lotta all’evasione. Si badi infatti che per quelle parcelle superiori ai mille euro è già valido l’obbligo di pagamento tracciabile, quindi via bonifico o assegno. Si tenga presente inoltre che l’acquisizione di un POS ha dei costi non irrilevanti, soprattutto per i piccoli e medi studi. L’installazione implicherebbe una spesa media di cento euro, che va ad aggiungersi a un canone mensile che si aggira intorno ai trenta euro. In aggiunta su ogni transazione si arriverebbe a pagare una commissione che potrebbe addirittura superare il 3%. Sono costi, questi, che non frutterebbero né al professionista né al cliente, né tantomeno allo Stato, bensì solo alle banche che gestiscono il sistema. A evidenziare il problema è stato soprattutto il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, che ha chiesto “la immediata cancellazione della contestata disposizione e che eventuali misure sostitutive di lotta all'emersione siano introdotta a 'costo zero' per i professionisti, già costretti ad affrontare da soli la più grave crisi economica del dopoguerra".

Il sì dei consumatori – Guarda invece con ottimismo il futuro obbligo Federconsumatori, che lo ritiene uno strumento adeguato al contrasto dell’evasione. “L'importante però è che le banche non facciano 'pagare' la tracciabilità ai professionisti, aumentando il costo del POS fino al 2-3%, con il risultato che ci sarebbero rincari anche per i consumatori, attraverso le parcelle", chiarisce Rosario Trefiletti, presidente dell’associazione di categoria.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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