13 giugno 2011

Accertamento esecutivo "light"

Oggi al varo del Consiglio dei ministri, il decreto sviluppo. Si attendono modifiche al testo presentato la settimana scorsa

Autore: Susanna Lemma

Nel pacchetto delle modifiche al Dl Sviluppo, in esame oggi a Palazzo Chigi, c’è anche l’accertamento esecutivo che dovrebbe entrare in vigore il primo luglio prossimo. Un accertamento esecutivo meno oneroso (versamento preventivo di un terzo e non del 50% del richiesto) e con piu' tempo, 180 giorni nel caso in cui non scatti la sospensione. È questa la correzione proposta da Giuseppe Marinello (PDL) e Maurizio Fugatti (Lega) della Commissione Affari e Bilancio.

Sempre in materia di riscossione coattiva, il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, intervenuto nelle Commissioni, ha ribadito che è intenzione del Governo "rispettare le mozioni votate alla Camera. Un confronto virtuoso tra relatori e Governo - ha aggiunto - porterà a migliorare il testo e a portare novita' significative in materia". Tra le altre novità allo studio, sulla linea delle mozioni, l'esclusione delle “ganasce fiscali” sotto i duemila euro; la tutela dei beni strumentali d'impresa e della prima casa; l'aumento a 20mila euro della soglia al di sotto della quale non e' possibile far scattare l'ipoteca o l'espropriazione e la riorganizzazione delle competenze tra Equitalia e Comuni, lasciando ad esempio a quest'ultimi la riscossione delle multe (peraltro su questo dovrebbe essere sufficiente la non partecipazione di Equitalia alle gare per la riscossione degli Enti Locali).

Se nulla cambierà, è bene ricordarlo, a partire dal prossimo 1° luglio gli avvisi di accertamento saranno immediatamente esecutivi trascorsi 90 giorni dalla notifica. Il contribuente potrà far ricorso e chiedere al giudice la sospensiva dell'azione esecutiva. Il problema è che, in base all’originario Dl Sviluppo, se tale sospensiva non viene decisa dal giudice entro 120 giorni, Equitalia può comunque procedere al recupero forzato delle somme. Sarebbe di fatto la reintroduzione del principio del solve et repete , già dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale nel 1961.
Per trarre le giuste considerazioni non resta che aspettare il Consiglio dei Ministri di oggi.

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