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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale di Ricerca hanno pubblicato il documento “La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi”, dedicato al ruolo della consulenza tecnica nei procedimenti civili e penali che coinvolgono assetti organizzativi e Modelli 231.
Il lavoro, sviluppato nell’ambito della delega “Funzioni giudiziarie” coordinata dalla consigliera e segretaria nazionale Giovanna Greco, affronta in chiave operativa le principali criticità che emergono nelle attività di CTU, CTP e perizia quando il giudizio riguarda la conformità e l’effettiva efficacia degli adeguati assetti previsti dall’art. 2086 c.c. e dal Codice della crisi d’impresa, nonché dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/2001.
Uno degli aspetti centrali evidenziati dal documento riguarda il superamento di una valutazione meramente “cartolare” degli assetti aziendali. L’analisi sottolinea infatti come la verifica tecnica debba concentrarsi sulla reale capacità dell’impresa di produrre informazioni tempestive e attendibili per intercettare segnali di crisi, monitorare la continuità aziendale e supportare decisioni gestionali consapevoli.
Particolare attenzione viene posta alla necessità di effettuare valutazioni ex ante e proporzionate, evitando letture retrospettive basate esclusivamente sugli effetti successivi della crisi. In quest’ottica assumono rilievo determinante la qualità della prova documentale, la tracciabilità delle fonti e la capacità di tradurre strumenti aziendalistici – quali budget, cash flow, reporting, sistemi di controllo e risk management – in quesiti tecnici verificabili in sede giudiziaria.
Il documento mette inoltre in guardia dai rischi di formalismo, ossia dalla presenza di assetti o Modelli 231 solo apparentemente strutturati ma privi di reale efficacia operativa, così come dal pericolo opposto di valutazioni tecniche eccessivamente discrezionali e non ancorate a parametri normativi o standard riconosciuti.
Accanto all’analisi normativa e giurisprudenziale, il documento propone indicazioni pratiche rivolte ai professionisti coinvolti nelle attività di consulenza tecnica e controllo societario. Tra i principali suggerimenti figurano la standardizzazione minima dei quesiti giudiziali, l’utilizzo esplicito dei criteri di adeguatezza previsti dal Codice della crisi d’impresa – con particolare riferimento agli “output informativi” dell’art. 3 CCII – e l’adozione di check-list operative e prassi tecniche condivise.
Di particolare interesse anche l’Appendice finale, che raccoglie schemi e check-list di coordinamento tra le diverse aree di attività del CTU e del perito, con l’obiettivo di favorire una lettura integrata dei sistemi di compliance aziendale e supportare valutazioni tecniche più omogenee, documentate e replicabili.