20 maggio 2013

Adepp: una riforma per le Casse

Welfare integrato e adeguatezza delle prestazioni sono i nuovi obiettivi.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’idea di una riforma - La riforma delle casse di previdenza private deve essere inclusa tra i punti programmatici della squadra esecutiva. Questo è il parere dei rappresentanti, in particolare dell’Adepp che racchiude gli istituti previdenziali ai quali fanno riferimento le professioni ordinistiche. Per questa ragione si è spinto molto sull’avvio di un confronto con i presidenti delle commissioni Lavoro della Camera e del Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, finalizzato a tracciare le linee guida di una nuova progettazione del comparto previdenziale privato. L’idea sarebbe quella di dar vita a un fondo intercategoriale che possa andare a sanare le richieste e le legittime pretese dei professionisti, posto che tali istanze non dovranno limitarsi al mero trattamento pensionistico, bensì estendersi nei diversi ambiti dell’assistenza sia sanitaria che previdenziale. Inoltre gli enti privati chiedono anche sostegno per rafforzare i progetti di microcredito e per rateizzare la contribuzione, al fine di andare incontro alle esigenze dei giovani professionisti.

I punti focali - Welfare integrato e adeguatezza delle prestazioni saranno quindi i nuovi obiettivi sui quali l’Adepp vuole lavorare e in merito ai quali chiede un sostegno tangibile al governo. È infatti lo stesso presidente Camporese che delinea le traiettorie nelle quali un’auspicabile riforma dovrebbe incanalarsi, riconoscendo in questi due traguardi le finalità da conseguire.

La Cassa dei ragionieri - In questo discorso si inserisce inoltre la polemica insorta in merito alla Cassa dei ragionieri. “Non ho mai sostenuto che la Cassa dei Ragionieri sia destinata a scomparire né tantomeno che confluisca in quella dei Dottori Commercialisti. Al contrario, l'Associazione che presiedo è attivamente impegnata nel promuovere una soluzione che possa portare all'approvazione del bilancio attuariale al vaglio dei Ministeri vigilanti”, ha sottolineato Camporese traghettando gli interessi dell’istituto dei ragionieri verso un contesto che raccoglie quelli di tutti gli enti privati di previdenza. Il presidente dell’Adepp aveva infatti sottolineato che le Casse hanno superato in larga misura il cosiddetto stress test, garantendo quindi la sostenibilità per 50 anni. Rimaneva però in sospeso l’ente di riferimento dei ragionieri. “Il problema non è quindi se il sistema si reggerà, ma le prestazioni che riuscirà a fornire”, aveva commentato il presidente dell’Adepp, al quale aveva fatto eco Edoardo Gambacciani, direttore generale del Ministero del Lavoro, sostenendo che “il tasso di sostituzione delle Casse rispetto alla previdenza pubblica assicura prestazioni meno elevate e questo spiega perché si stia assistendo a una graduale progressione delle aliquote contributive”.

Lo scenario europeo – Ma lo sguardo verso il futuro non arriverà mai lontano se rimane circoscritto entro i confini nazionali. Per tali ragioni il presidente dell’Adepp, in occasione della Giornata nazionale Previdenza, ha sottolineato come lo sviluppo delle libere professioni sia legato alle politiche dell’Unione e ai fondi che vengono messi a disposizione. “L'arrivo della carta d'identità professionale europea – ha spiegato Camporese – faciliterà la libera circolazione. Si procede, poi, a marce forzate verso la parificazione e il reciproco riconoscimento dei titoli professionali, mentre la ‘rete’ sta cambiando radicalmente la modalità di erogazione dei servizi, prospettando anche possibili problemi di elusione contributiva”.

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