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La lettera dell’Agenzia - Negli ultimi giorni l’universo fiscale illuminato dai commercialisti e dai consulenti del lavoro, che guidano nelle impervie vie tributarie i propri clienti, è stato scosso da una nuova proroga, comunicata con l’ennesimo ritardo e la scarsa chiarezza alla quale ormai i suddetti professionisti hanno fatto i callo. Di cosa si tratta? Ebbene, lo scorso martedì l’Amministrazione Finanziaria aveva inoltrato un’eloquente missiva al Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, guidato da Marina Calderone, nella quale il direttore generale degli uffici fiscali, Attilio Befera, illustrava personalmente le motivazioni a monte dei ritardi nella pubblicazione di GERICO 2012. Vediamo di seguito le tappe del faticoso iter che ha condotto commercialisti e consulenti a farsi carico dei ritardi nel lavoro dei pubblici uffici.
Le spiegazioni dell’Agenzia - In prima battuta, il rilascio del software GERICO aggiornato è avvenuto a soli pochi giorni dal 9 luglio, ossia dalla data di scadenza per effettuare i versamenti senza applicarvi la maggiorazione dello 0,4%. Perché questo ritardo? Dunque, il percorso che ha condotto alla pubblicazione del programma informatico a ridosso della scadenza è stato rallentato da diverse incombenze burocratiche. In principio, s’è dovuto attendere che il Ministero competente desse il proprio nullaosta previo controllo dell’avvenuto inserimento delle modifiche agli studi previste dal D.M. del 26 aprile 2012. Dopodiché il software è stato sottoposto a una serie di test al fine di individuare se vi fosse o meno l’eventualità di apportare altre modifiche migliorative. Senza certezze sull’operatività del programma è stato contestualmente necessario posticipare la pubblicazione della circolare esplicativa, che quindi è stata notificata solo pochi giorni orsono.
Il Cndcec – Sconcerto e malcontento sono gli umori registrati dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti. E si tratta sicuramente di un disagio che, pur tenendo conto della collaborazione avviatasi in questi anni tra categoria e Fisco, non può non tener conto dello scarso rispetto per il lavoro dei professionisti, già oberati da un gremito insieme di adempimenti da portare a termine in un lasso di tempo basato quasi sulla contemporaneità. “Capiamo perfettamente che le Entrate non si divertono a creare questi ingorghi – spiega Siciliotti – ma circolari emesse dopo la scadenza indispongono totalmente i 113mila commercialisti italiani”. Inoltre, per la categoria rappresentata da Siciliotti, la decisione di eliminare le sanzioni dalla proroga degli adempimenti non rappresenta altro che un palliativo privo di alcuna tutela. “In questa maniera – conclude il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – si scaricano sul sistema Paese i problemi della Pa”.
Il Cup – “Anche prendendo nota delle spiegazioni delle Entrate sui ritardi della messa a disposizione del software operativo, non possiamo che rimarcare quanto sia fondamentale l’elemento del rispetto della tempistica non solo per permettere di abbattere il rischio di errori, ma anche per agevolarci nell’attività quotidiana di moral suasion che esercitiamo nei confronti dei nostri clienti allo scopo di spingerli a un corretto adempimento dei loro obblighi fiscali”, con queste parole Marina Calderone, presidente del Cup, ma anche guida del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro presso il quale è giunta la lettera di Befera, ha commentato l’operato per nulla apprezzabile dell’Agenzia.