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Discutere di equità - È stato un pomeriggio intenso quello di ieri all'Angelicum, a Roma. Un evento importante per la categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che ha avuto modo di confrontarsi con lei istituzioni su un tema caldo quale è appunto quello relativo al principio di legalità connesso all'applicazione dello Statuto del contribuente. Organizzato dall'Aidc, il convegno dal titolo 'Lo Statuto del Contribuente. Violazione del principio di legalità? Equità, efficienza, imparzialità e parità di diritti per tutti i protagonisti nei rapporti tributari' ha convogliato su quest'unica, quanto ricca, questione gli interventi di personalità esperte del settore quali appunto Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, Attilio Befera, direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Luigi Casero, viceministro all'Economia, Alessandro Savorana, commercialista presidente della commissione Aidc per l'esame della compatibilità comunitaria di norme e prassi tributarie, Orlando Formica, garante del contribuente per la Valle d'Aosta, e Gianni Marongiu, docente di Diritto finanziario presso l'Università di Genova. Sono altresì intervenute la presidente nazionale dall'Aidc, Roberta Dell'Apa, e la presidente della sezione romana, Barbara Ricciardi.
Gli interventi - Dopo gli accorati e partecipati saluti dei rappresentanti delle altre sigle sindacali, che hanno accordato il proprio appoggio e sostegno all'Aidc, hanno preso la parola gli organizzatori e i relatori dell'evento. Gli obiettivi, sintetizzati dalla Ricciardi nella volontà di ricostruire un nuovo e trasparente rapporto tra contribuenti e Amministrazione Finanziaria, sono stati altresì illustrati da Dell'Apa in merito alla richiesta di riconoscimento dei punti 'rivoluzionari' dello Statuto, quali appunto il legittimo affidamento, la collaborazione, la buona fede, l'equità, la parità e soprattutto l'irretroattività. Tenendo conto di queste ricche premesse, il convegno si è ampliato avvalendosi di forti interventi, tra cui hanno trovato calda accoglienza l'excursus storico e legislativo tracciato da Fabrizia Lapecorella e l'analisi in merito ai soggetti e ai punti di forza illustrati dal padre dello Statuto, il professor Marongiu. Quest'ultimo in particolare si è soffermato con eloquenza sui 'personaggi' coinvolti quando si pone la domanda circa il bilancio della Legge n. 212 del 2000. Presentando con maestria ed evidente padronanza il rapporto tra dottrina, giurisprudenza, Amministrazione finanziaria, legislatore e contribuenti, Marongiu ha spianato la strada mostrando luci e ombre che da quattordici anni incorniciano le vicende inerenti lo Statuto del contribuente, legge ordinaria che deve ritrovail proprio orgoglio oltreché quello del lavoro parlamentare. Marongiu si è altresì soffermato sulla retroattività contestata allo Statuto, che dovrebbe invece esserne privo. Il legislatore può fare del nero il bianco? Marongiu, per rispondere a un siffatto quesito,preso in prestito le parole della Corte costituzionale, secondo la quale l'irretroattività è un principio generale del nostro ordinamento, ossia una regola cui, salvo effettiva causa straordinaria, il legislatore deve attenersi. L'irretroattività è quindi un fondamento dello Stato di diritto. Ne consegue che, pur migliorabile, lo Statuto cammina sulla base di questi principi, la cui violazione coincide con la mancanza della certezza del diritto, che tra l'altro è uno dei fattori che spaventa gli investitori esteri. L'incertezza, dice Marongiu, è un costo pesante.
Tiriamo le somme - Tirando le somme quindi dall'evento di ieri, considerando anche la partecipazione delle istituzioni nella persona del direttore generale delle Entrate, si può affermare che sono stati introdotti diversi elementi sui quali riflettere. Ora la palla passa alle stesse istituzioni affinché, facendo tesoro delle riflessioni e dei suggerimenti, sappiano operare in modo da non rendere vani i forti e rivoluzionari punti della Legge n. 212 del 27 luglio 2000.