8 febbraio 2013

Aidc: sulla previdenza riscopriamo la solidarietà

La sigla sindacale commenta la sent. 2750/13 proponendo un confronto trasparente.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La questione - Le conclusioni alle quali è giunta la Cassazione con la sentenza 2750/13 emessa lo scorso 5 febbraio non hanno trovato accoglienza favorevole tra la maggioranza dei commercialisti. Già nei giorni scorsi era stata diffusa l’indignazione dell’Ungdcec, che riteneva tali decisioni finali della Suprema Corte alla stregua di un vero e proprio ‘scandalo’ ai danni dei giovani professionisti. Oggi a inserirsi nella discussione è l’Aidc, che invece chiede che si instauri un tavolo di confronto al fine di far comprendere anche ai colleghi anziani l’importanza del contributo di solidarietà per i più giovani.

Le conclusioni dei giudici – In sostanza, a parere della Cassazione, ha ragione il commercialista in pensione che chiede la restituzione alla Cnpadc del contributo di solidarietà imposto sul trattamenti pensionistico in corso di erogazione, quindi calcolato con criteri antecedenti a quelli attuali. Si è quindi creato un precedente che difatti scavalca le decisioni dell’ente di previdenza a tutela dei giovani iscritti che, senza il contributo di solidarietà, si troveranno con degli esigui assegni pensionistici (si veda Commercialisti: no contributo solidarietà del 6/02/13 e Previdenza professionale: vecchi contro giovani del 7/02/13).

Posizione Aidc – Secondo l’Associazione italiana dei dottori commercialisti, è giusto rispettare gli esiti della sentenza, eppure non si può venir meno al diritto e al dovere (visto che si tratta di una sigla sindacale) di commentarle e di individuare un possibile percorso alternativo che possa consentire alla categoria e alla Cassa di venir via dall’impasse. Il parere è che si possa metter da parte questo accanimento applicativo, per approdare a una nuova fase di confronto finalizzata soprattutto a far conoscere le necessità a monte dell’imposizione del contributo di solidarietà. “Ora sediamoci ad un tavolo e cerchiamo di capire come coinvolgere nella riforma del 2003 il maggior numero di colleghi pensionati – propone l’Aidc - Pensionati che, in parte o totalmente, hanno goduto e godono, legittimamente, di un sistema pensionistico basato sul metodo reddituale che si è rivelato poi insostenibile per come era stato concepito, e che con questo lieve prelievo si sentivano partecipi di un sogno più grande. La solidarietà, appunto, tra colleghi”.

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