30 aprile 2015

Amministratore giudiziario. La riflessione partenopea

Moretta: “aziende sequestrate, tutelare posti di lavoro”
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il punto del presidente - “Nomina, poteri e responsabilità dell’amministratore giudiziario”, questo il titolo del forum che si è svolto ieri a Napoli e ha visto una compatta e gremita partecipazione della categoria partenopea. Sul tema, ha aperto i lavori il numero uno dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della città del Vesuvio, Vincenzo Moretta, dichiarando che “amministrare un’azienda sequestrata è un ruolo di grande responsabilità nei confronti dei dipendenti e della giustizia. Riportare una società nella legalità è molto difficile, però lavorando in sinergia con la giustizia e l’Agenzia dei Beni sequestrati possiamo non soltanto espropriare il mafioso del suo patrimonio, ma anche tutelare migliaia di dipendenti che hanno un posto di lavoro, nella prospettiva di consegnare aziende risanate ad una corretta concorrenza”.

Il dibattito – Hanno avuto particolare rilevanza gli interventi di Bruno D’Urso, presidente aggiunto sezione GIP del Tribunale di Napoli, Catello Maresca, sostituto procuratore della Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli, Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati, Gabriella Maria Casella, presidente sezione GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e Arcangelo Sessa, consigliere delegato dell’Odcec partenopeo. “L’attività degli amministratori scelti dai giudici sta diventando più complessa perché l’aggressione ai patrimoni si è allontanata dall’immagine dei terreni tolti al mafioso. Ormai la terza generazione di malavitosi ci impone di confrontarci con realtà inserite nel tessuto industriale internazionale con un portato di risorse umane che ci obbliga ad affrontare la problematica della gestione a 360 gradi”, ha chiarito Bruno D’Urso, presidente aggiunto sezione GIP del Tribunale partenopeo. Gli ha fatto eco Catello Maresca, sostituto procuratore della Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli, sottolineando che “le statistiche sono sempre peggiori, nonostante gli sforzi. Probabilmente è un problema strutturale, che possiamo combattere da parte nostra con la formazione e una preparazione sempre migliore verso un tema che è stato affrontato solo di recente dalla politica”. Portando la propria testimonianza Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati, ha aggiunto che “nella fase di gestione dei beni sequestrati possiamo utilizzare parte delle risorse confiscate per interventi volti a mantenere in vita il bene, con azioni di manutenzione ordinaria o straordinaria”. E secondo Gabriella Maria Casella, presidente sezione GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, “bisogna apportare modifiche a quello che è l’impianto del Codice Antimafia. Occorre una soluzione precisa degli amministratori giudiziari e una sinergia effettiva tra magistratura, Agenzia dei Beni sequestrati e amministrazione giudiziaria”. Ha poi concluso Arcangelo Sessa, consigliere delegato dell’Odcec napoletano, annunciando che l’Ordine sta “lavorando in più direzioni per la soluzione dei problemi più urgenti dall'accesso al credito con gli istituti bancari al punto dolente legato alla rappresentanza legale".

Altri interventi – Gli altri interventi sono stati affidati ad Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, e a Domenico Posca, presidente dell'istituto nazionale amministratori giudiziari e Federica Colucci, GIP del Tribunale di Napoli.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy