2 aprile 2014

Amministratori Giudiziari: pronta attuazione dell’Albo

Ungdcec chiede immediata realizzazione e una maggiore attenzione ai giovani professionisti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Pareri opposti - Chiari quanto contrastanti sono stati i pareri espressi dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili negli ultimi tempi. Come la stessa Giunta dell’associazione sottolinea, di primo acchito l’Unione si era dimostrata abbastanza soddisfatta per quanto legiferato dal decreto del Ministero della Giustizia n. 160 recante disposizioni in materia di iscrizione nell'Albo degli amministratori giudiziari di cui al D.Lgs. n. 14/2010. All’epoca della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 24 gennaio, tale provvedimento aveva destato il beneplacito dell’associazione di categoria, salvo poi generale più di recente ‘preoccupazione e disappunto’. “L’Unione deve infatti registrare come, nonostante siano stati necessari quattro anni per l’emanazione del Regolamento sopra citato, lo stesso abbia subordinato la concreta possibilità di iscrizione ad un decreto dirigenziale che, ad una settimana dalla scadenza, non risulta ancora emanato”, chiarisce la Giunta in una nota diffusa ieri. In sostanza, il decreto è stato un primo passo al quale poi non hanno fatto seguito quelli successivi, poiché mancano ancora sia il modello di domanda da compilare sia le specifiche tecniche per effettuare la relativa trasmissione telematica.

Il comunicato del Ministero –
Sul punto, lo scorso 21 marzo il Ministero della Giustizia aveva diffuso un comunicato attraverso il quale la facoltà di trasmettere a mezzo posta o depositare presso il Ministero la documentazione cartacea veniva estesa anche ai soggetti di cui al comma 2, dell’art. 7, del D.Lgs. 14/2010. Comunicato che, a parere dell’Unione, risultava scarno e dal carattere interlocutorio, pertanto debole e di scarsa efficacia.

Un’ulteriore riflessione – Partendo da ciò e ponendo in analisi il citato l’art. 10 del D. M. 160/2013 nella parte in cui obbliga all'integrazione documentale tutti coloro i quali hanno già presentato domanda di iscrizione ad agosto 2010, l’Unione ha proceduto con un’ulteriore riflessione con l’intento di approfondire la questione, andando oltre pur tenendo presente sia la censura inerente al consolidato atteggiamento di trasferire in capo ai professionisti le inefficienze dell’Amministrazione pubblica che le altre censure circa la documentazione da produrre. Nello specifico, la sigla sindacale è convinta che “tale adempimento risulta essere in evidente contrasto con il decreto legislativo n. 14/2010 che, per l’iscrizione in sede di prima formazione dell’albo, all’art. 7, individua quale unico requisito la sola iscrizione all’albo dei dottori commercialisti da almeno un quinquennio per la ‘sezione ordinaria’ e l’ulteriore esperienza professionale (non quella richiesta dall’art. 3 del medesimo decreto) per la sezione ‘esperti in gestione aziendale’. Conseguentemente, la previsione dell’integrazione documentale deve essere intesa quale mera acquisizione degli ulteriori elementi necessari per la redazione della ‘parte riservata’ dell’albo atteso che la ‘parte pubblica’ dell’Albo degli Amministratori Giudiziari esiste già ed è composta da tutti quei soggetti che, in ossequio al dettato di cui all’art. 7 del D. Lgs. 14/2010 e in possesso dei requisiti, hanno già presentato domanda, a mezzo raccomandata A/R”.

Tirare le somme – A questo punto dunque vi sarebbero due possibilità alternative. La prima riguarda l’eventualità che l’interpretazione dell’Unione risulti corretta: in questo caso, “l’adempimento previsto dalla norma transitoria potrebbe e dovrebbe essere prorogato e subordinato all'entrata in funzione dell’Albo degli Amministratori Giudiziari, la cui istituzione oggi appare non più procrastinabile”. La seconda conclusione infine si andrebbe a palesare nel caso in cui l’interpretazione non risultasse corretta; in questo caso, qualora “il Ministero dovesse ritenere che l’integrazione documentale sia condizione per l’iscrizione, l’Unione chiede, a gran voce, che il Ministero riapra per tutti detto termine concedendo una congrua proroga, al fine di non continuare a mortificare le legittime aspettative di nomina da parte dei giovani professionisti i quali hanno investito tempo e denaro per la formazione in questo specifico settore”.

Auspici – Tenendo quindi in considerazione i problemi e le eventuali situazioni alle quali si potrebbe addivenire, la sigla sindacale presieduta da Eleonora Di Vona si augura che il Ministero della Giustizia possa fugare ogni dubbio, rendendo operativo l’Albo degli Amministratori Giudiziari ed emanando in maniera celere il decreto inerente ai compensi, senza il quale potrebbero verificarsi “trattamenti differenti (e quindi iniqui) a seconda delle prassi dei Tribunali con cui si opera”.

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