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Si è conclusa, tra i vigneti e la bottaia dell’antica Abbazia Santa Anastasia, con il convegno “Le proposte di riforma delle procedure di amministrazione giudiziaria”, la Summer School, il percorso formativo per amministratori giudiziari di aziende sottratte alla criminalità organizzata. Grazie alla consolidata esperienza del suo comitato organizzatore, costituito dal DEMS, Fondazione Progetto Legalità, Ordine dei Dottori Commercialisti di Palermo e dal Club delle dieci mine (giovani studenti di economia e diritto), il progetto è riuscito ad offrire una visione integrata di esperienze concrete e nuove riflessioni sul complesso sistema di norme che oggi regolano i vari profili disciplinari coinvolti.
“È stata un’interessante settimana di confronto tra professionisti, magistrati, forze inquirenti e attori protagonisti delle misure di prevenzione – dice il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Palermo, Fabrizio Escheri - La Summer School è servita a confrontarsi e a scegliere le migliori strategie, in un momento in cui si parla di riforme della materia delle misure di prevenzione, materia piuttosto delicata nei nostri territori. Abbiamo concluso il corso con un importante convegno in cui i principali esperti della materia hanno dato il loro punto di vista. Insieme, come una squadra – conclude Escheri – dobbiamo unirci per contrastare le forze mafiose”.
Semplificare la legislazione per consentire all’amministratore giudiziario, nel momento in cui s’immette nell’azienda, di potere predisporre (quando è possibile) un programma di prosecuzione completo, che tenga conto di ciò che va pagato perché è credito, tutelabile, e di ciò che invece non deve essere pagato perché si tratta di credito fittizio o che non può essere riconosciuto. È una delle numerose proposte di riforma delle procedure di amministrazione giudiziaria emersa proprio durante il seminario di chiusura della Summer School. “È fondamentale coordinare l’intervento della giurisdizione nella fase giurisdizionale – spiega Giovanbattista Tona - con quello che sarà poi di competenza dell’autorità amministrativa che è l’agenzia. Uno dei momenti più critici è il vuoto di gestione che si crea quando finisce il procedimento giurisdizionale e deve intervenire l’agenzia nazionale che deve nominare un altro amministratore. È compito dell’agenzia anche prendere le decisioni già prese dal giudice o mutarle se non le condivide. Purtroppo, il vuoto di gestione si crea anche in ragione del fatto che l’agenzia non ha una struttura pienamente dotata e funzionante, così si crea un momento di stasi che è fatale e pericoloso. Per evitare tutto ciò – continua Tona – è necessario rendere l’agenzia una struttura effettivamente operativa, evitando così questi momenti, come quello che adesso si sta patendo in cui il consiglio direttivo non è stato ancora nominato e l’agenzia non può decidere. Fino a quando, infatti, il consiglio direttivo attende di essere eletto, il lavoro portato avanti dall’agenzia non può essere formalizzato in provvedimento. La legislazione ha un sistema basato sulle reciproche diffidenze e così non si andrà mai avanti. E, nella storia, con un sistema basato sulle reciproche diffidenze – conclude il magistrato - si sono fatte soltanto guerre e mai nulla di concreto e utile”.
A coordinare i lavori del convegno il Prof. Giovanni Fiandaca, il Direttore del DEMS dell’Università di Palermo. Tra gli intervenuti, il Dott. Fernando Asaro, Magistrato, Sost. Procuratore Generale e Presidente ANM Sez. Distr. Caltanissetta, l’Avv. Gaetano Cappellano Seminara, Avvocato e Amministratore Giudiziario, il Dott. Santi Consolo, Magistrato, Procuratore Generale - Caltanissetta, Prof. Giuseppe Di Chiara, Preside della Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche – Unikore, Prof. Roberto Di Maria, Direttore Scuola Specializzazione per le Professioni Legali della Sicilia Centrale, e la Dott.ssa Silvana Saguto, Presidente sez. Penale e Misure di prevenzione Trib.Palermo : “Le proposte che condivido sono quelle che provengono dalla commissione antimafia. Sono d’accordo con il prefetto Postiglione sul fatto che va modificata la norma che prevede l’introduzione dell’agenzia fin dal primo grado poiché sia per la struttura che per la necessaria specializzazione che serve, l’agenzia è adatta ed è giusto che si occupi solo della gestione dei beni, trovando le necessarie modalità di collaborazione con l’autorità giudiziaria. Sicuramente va modificata – continua la Saguto - tutta la parte che prevede il rimborso e la verifica dei crediti, che è strutturata per le aziende in fallimento. Per quanto riguarda, invece, le aziende in misura di prevenzione, quando vengono prese e devono cominciare a pagare i debiti pregressi, sono tutte che funzionano, tranne che in casi rari, e pertanto non ha senso prevedere questo genere di prassi fissata dal codice antimafia”.