31 luglio 2014

ANC. Audizione in Senato

Associazione interviene su Atto 99 del governo
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’audizione al Senato - Nel corso della giornata di ieri si è svolta presso la Commissione Finanze del Senato, presieduta da Mauro Maria Marino, l’audizione dell’Associazione Nazionale Commercialisti guidata da Marco Cuchel. L’occasione ha generato un ulteriore motivo d’interesse perché, oltre alla sigla sindacale dei commercialisti, hanno preso parola anche altri rappresentanti della Confprofessioni, del Cup (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali) e di Rete delle Professioni Tecniche.

Il tema in oggetto - L’intervento dell’associazione di categoria è stato illustrato dal presidente Cuchel, di concerto col vicepresidente Angelo Di Leva, e si è soffermato sui contenuti dell’Atto del Governo n. 99 “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di semplificazioni fiscali”, in seno all’indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto fisco-contribuente.

I chiarimenti della Commissione –
La Commissione, dal canto suo, ha spiegato che la legge di delega fiscale ha l’obiettivo di attuare degli interventi migliorativi per avviare un primo processo di riforma, non invece quello di riscrivere l’intero sistema fiscale italiano.
I focus Anc – Partendo dal presupposto che, a parere dell’Anc, sia opportuno riconoscere allo Statuto del contribuente la medesima dignità attribuitagli al momento dell’emanazione, la sigla sindacale ha poi rimarcato “l’assoluta necessità che il Legislatore lavori affinché la L. 212/2000 sia elevata a rango costituzionale e che si arrivi, in tempi brevi, ad una riforma strutturale della modalità di tassazione, per la costruzione di un sistema più efficiente, equo e sostenibile nel suo complesso”. Nello specifico, l’Anc si è dichiarata convinta che sia quanto mai necessario procedere con una sostanziale revisione delle sanzioni tributarie, soprattutto per quel che concerne quelle legate alla responsabilità del professionista. Medesima priorità è riconosciuta alla riforma del sistema giudiziario tributario, che dev’essere potenziato e reso autonomo. Allo stesso tempo bisognerà altresì rivedere con urgenza, eliminando le attuali criticità, l’istituto della mediazione tributaria. Sono temi, questi, in merito ai quali l’associazione presieduta da Cuchel ha espressamente chiesto di essere interpellata in occasione dell’emanazione dei rispettivi decreti attuativi.

Atto 99 del governo – In riferimento poi all’oggetto dell’audizione, ossia l’Atto 99 del governo, l’associazione di categoria si è espressa con un generale parere positivo, sebbene abbia sottolineato l’opportunità che l’esecutivo mostri coraggio e incisività su contenuti che presentano ancora dei nodi da sciogliere. Nello specifico, “sono state espresse molte perplessità sull’efficacia migliorativa delle dichiarazioni precompilate per una serie di ragioni: l’esiguo numero di dichiarazioni che non necessiteranno di alcuna integrazione, il rischio che i dati in possesso dell’amministrazione non siano aggiornati e le problematiche connesse alle responsabilità dei professionisti che saranno tenuti ad apporre il visto di conformità”. A ciò si è aggiunta la richiesta di modificare le “nuove disposizioni in materia di successioni, con la ricomprensione nella soglia prevista ai fini dell’esonero anche dei beni immobili” ed è stata altresì messa in primo piano la “necessità della riduzione del numero di informazioni richieste per la compilazione dei modelli INTRA”. L’associazione non ha poi tralasciato di affrontare il “tema delle modifiche apportate dal D.L. 91/2014 (“decreto competitività”) e in particolare la misura che fa venir meno, per le Srl con capitale sociale almeno pari a quello minimo previsto per le Spa, l’obbligo dell’organo di controllo o del revisore, se non soddisfano altri requisiti. Una misura che, correlata all’abbassamento della soglia minima di capitale sociale per le Spa a 50 mila euro, produce un sostanziale effetto di minori garanzie per i soggetti terzi”.

Ruolo del commercialista -
A conclusione del proprio intervento, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha sottolineato il ruolo del commercialista quale figura sempre più necessaria in ambito fiscale e che sta assumendo la conformazione di “elemento sussidiario all’azione dello Stato e della sua Amministrazione, senza alcuna contropartita in termini di riconoscimento di ruolo e competenze, nonché in termini di riconoscimento economico, a fronte del crescendo del numero di responsabilità attribuite e dell’aumento delle sanzioni previste”. Sul punto la sigla sindacale ha chiarito che affianco a tali sempre maggiori responsabilità attribuite al commercialista, si pongono elementi che, nel concreto, sviliscono le sue competenze e funzioni professionali. “Esempio, in tal senso, l’ampliamento della platea dei soggetti abilitati alla rappresentanza fiscale presso l’Agenzia delle Entrate, introdotto con l’ultima legge di stabilità, senza contare il tentativo, con l’attuale legge di delega fiscale, di adottare la stessa misura anche per la rappresentanza fiscale in seno alle Commissioni tributarie”, ha concluso l’associazione di Marco Cuchel.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy