10 maggio 2012

Anc: commercialisti pronti a un nuovo impegno

Solidarietà all’Agenzia delle Entrate e impegni volti alla crescita, questi i punti della lettera aperta di Marco Cuchel
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il fatto - Il nuovo presidente dell’Associazione nazionale dei commercialisti, Marco Cuchel, ha inoltrato una lettera aperta a tutti gli iscritti all’Ordine in riferimento a quanto dichiarato a mezzo stampa dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Quest’ultimo infatti aveva esortato i funzionari dell’Amministrazione finanziaria a non demordere delle loro peculiari attività, in quanto il ruolo da essi ricoperto risulta di particolare e rilevante importanza per le sorti economiche del Paese. Tali affermazioni erano emerse nelle ore immediatamente successive ai fatti di cronaca che, nella provincia di Bergamo, avevano riguardato proprio una delle sedi dell’Agenzia.

La solidarietà dell’Anc - Ciò detto, Cuchel ha voluto sottolineare, con la presente missiva, l’alto grado di solidarietà espresso dai commercialisti che rappresentano la categoria professionale più a stretto contatto con le diverse dislocazioni locali del Fisco. Pur evidenziando di non voler ammettere alcun distinguo in tale manifestazione di vicinanza, il neo-presidente dell’Anc ha voluto focalizzare alcuni punti. “La nostra comprensione – scrive Cuchel - scaturisce soprattutto dalla condizione di viverla e di condividerla, quella prima linea, con le persone, le famiglie e le aziende che assistiamo nella quotidiana battaglia per la sopravvivenza, tentando innanzi tutto di interpretare noi stessi le farraginosità di un sistema, e poi di spiegarle ai nostri clienti cercando di farle loro capire ed accettare. Questo è quello che vorremmo ci fosse riconosciuto come professionisti economici: la centralità nel passaggio tra la produzione della norma e la sua corretta applicazione. La vulgata del ‘più è complicato e più voi ne traete profitto’, che ci viene costantemente ripetuta quando ci permettiamo di pretendere semplicità nelle norme e nelle procedure di applicazione delle stesse, ha decisamente fatto il suo tempo”.

Il ruolo del commercialista – Pertanto, la lettera diffusa da Cuchel è stata altresì occasione per ribadire la funzione del dottore commercialista nei suoi rapporti con contribuenti e Amministrazione finanziaria. “Quante volte i nostri clienti imprenditori ci chiedono di assisterli nel comunicare ai propri dipendenti decisioni infauste e quante volte noi stessi portiamo a casa il peso di quelle decisioni. Quando spegniamo il computer il nostro lavoro non è finito. Tempo fa girava alla radio una pubblicità di software professionali, nella quale si poteva intuire che un commercialista giocava allegramente a tennis tutto il giorno perché lo studio andava praticamente da solo. Ecco, quando il software sarà anche in grado di sostenere un cliente distrutto o di sostituirsi quale vittima della furia di chi se la prende con il curatore fallimentare, di noi non ci sarà più bisogno”. Il punto, secondo il leader della sigla sindacale, è che anche i commercialisti si trovano in una situazione paragonabile al ristretto spazio tra l’incudine e il martello; da un lato si pongono i clienti con tutte le comprensibili esigenze, dall’altro v’è l’Agenzia delle Entrate col suo carico di adempimenti e scadenze. “Anche noi professionisti avvertiamo il peso di un clima nel quale il gioco al massacro ci coinvolge e travolge; noi che, intraprendendo la professione, mai ci saremmo aspettati di essere additati un giorno come uno dei freni alla crescita del Paese, se non addirittura come la causa della sua futura rovina”, scrive Marco Cuchel.

L’impegno – In definitiva, per i commercialisti si profila un nuovo impegno che, a parere del presidente dell’Anc, è individuabile nella volontà di trovare una convergenza tra le “forze sane del Paese”. “Non dobbiamo compiere grandi sforzi per cominciare a dare sostanza a quanto abbiamo appena enunciato – conclude Cuchel - ci sono due grandi sfide che, se fossero poste seriamente nell’agenda politica, incasserebbero il trasversale sostegno delle categorie produttive e dei cittadini: una riforma fiscale all’insegna della semplificazione e (campagna da tempo sostenuta dall’ANC) l’attribuzione del rango costituzionale allo Statuto del Contribuente. I benefici di cui si avvantaggerebbe il Paese, se questi due progetti fossero condotti al successo, sarebbero la concreta dimostrazione che le battaglie giuste non nascono sotto un’unica bandiera”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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