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La questione - Nei giorni scorsi, in riferimento alla questione sulla delega fiscale, si è verificato un serrato botta e risposta tra il presidente della commissione Finanze al Senato, Mauro Maria Marino, e una delle maggiori sigle sindacali dei commercialisti, l’Anc, guidata da Marco Cuchel. Il senatore ha annunciato che il testo potrebbe ottenere l’approvazione in commissione già questo mercoledì, per poi giungere in Aula la settimana prossima senza essere soggetto a sostanziali modifiche che potrebbero stravolgerne i contenuti. Il testo definitivo, a ben vedere, potrebbe però contenere una misura di ampliamento della platea di soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti dinanzi alle commissioni tributarie, proposito fortemente contrastato proprio dai commercialisti e, nello specifico, dall’Anc che non accetta neanche di esser considerata una forza di lobby. Infatti la sigla ritiene che un simile intervento potrebbe essere interpretato alla stregua di un secondo passo verso quello che appare come un abbattimento delle competenze e delle professionalità dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, tra l’altro minate anche dall'allargamento della rappresentanza fiscale presso l’Agenzia delle Entrate in favore dei tributaristi e dei Caf, disposto dalla legge di stabilità.
Nessuna lobby, emendamenti sospetti – La discussione si è acuita nel momento in cui il presidente Marino, in un’intervista alla stampa, ha tacciato di lobbismo l’azione condotta dalla sigla sindacale presieduta da Cuchel, che si è battuta pretendendo trasparente vigilanza sull’attività legislativa. L’intervento dell’associazione appare però in linea con i doveri dei quali è investito chi è stato chiamato a tutelare una determinata categoria. Rigettando le accuse, proprio il presidente dell’Anc sottolinea che appaiono invece abbastanza sospetti i cosiddetti “emendamenti-fotocopia che puntuali giungono da esponenti di schieramenti diversi”.
Il blitz e l’audizione - “Il Presidente Marino, sulla questione dell’ampliamento dei soggetti delegati alla rappresentanza dinanzi alle commissioni tributarie, giustamente, dice che tutto è ancora da decidere, e noi vogliamo crederci. Il blitz del mese scorso, che ha permesso di inserire nella Legge di stabilità un provvedimento totalmente estraneo quale l’allargamento della rappresentanza presso l’Agenzia delle Entrate, legittima la nostra opera di costante attenzione sulla possibile attuazione di misure che sempre più rivelano l’avanzata dei favori a discapito dei saperi, operazione, questa sì, portata avanti surrettiziamente e che ci vede vittime e non certo beneficiati”, ha rimarcato Marco Cuchel. In maniera contestuale a siffatte dichiarazioni diffuse a firma del proprio presidente, l’Anc ha altresì chiesto ai presidenti delle Commissioni Finanze del Senato e della Camera un’audizione con l’esplicito intento di mettere in pratica una rappresentanza costruttiva e propositiva, segnalando quindi quelle che, all’interno della delega fiscale, vengono considerate delle vere e proprie criticità.