9 settembre 2013

Anc: uniti verso una nuova governance

L’Anc, plaudendo gli incontri dei ragionieri, auspica la formazione di una lista unica per il bene della categoria.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’unione che soddisfa - L’Associazione nazionale dei commercialisti, presieduta da Marco Cuchel, ha accolto con viva soddisfazione la notizia del terzo incontro della componente ragionieri, mostrando ulteriore apprezzamento per il previsto meeting che vedrà il confronto di tutti i venti candidati alle scorse consultazione, fissato per dopodomani 11 settembre. Tuttavia, la soddisfazione espressa dalla sigla di categoria va di pari passo col rimpianto “del fatto che, alla fine si sia preso coscienza che la categoria ha bisogno di condivisione e non di contrapposizione e che si apra la strada ad una linea che tende, se non all’unitarietà, almeno ad una larga condivisione degli obiettivi”.

Meno individualismo - L’Associazione nazionale dei commercialisti sottolinea infatti il proprio impegno, agli albori di quella che si è presentata come una vera e propria epopea elettorale, al fine di ritrovare una unione che strada facendo si era definitivamente persa. La sigla sindacale ha spesso “chiesto e preteso da parte dei contendenti una visione meno individualista e maggiormente votata al bene della categoria ed al senso di responsabilità, rimanendo sino ad oggi pressoché inascoltata”. Pertanto non può sorprendere l’atteggiamento compiaciuto che l’Anc ha manifestato innanzi alla presa di coscienza dimostrata dalla componente ragionieri, che ha evidentemente compreso il rischio che si corre nell’andare dietro a inutili individualismi.

E l’altra componente?
– Sottolineando la propria equidistanza sia tra le due componenti che animano la categoria sia tra le differenti correnti ideologiche, l’Anc auspica che il medesimo processo verso l’unità possa essere intrapreso anche dai dottori commercialisti. L’apertura dimostrata dai ragionieri “costituisce una forte assunzione di responsabilità da parte nostra e perché potrebbe essere di esempio anche per l’altra componente, quella dei dottori, dalla quale ci attendiamo analoghi passi, senza la realizzazione dei quali qualsiasi azione risulterebbe vana”.

La lista unica – Risulta quindi chiaro che la speranza della sigla guidata da Cuchel sia interamente riversata nella possibilità che si rediga una lista unica, nella quale far confluire i punti principali dei diversi programmi. “La ricomposizione delle posizioni in una lista unica è senz’altro quanto di più auspicabile si possa immaginare, ma tale soluzione dovrà essere perseguita sempre nel segno del bene comune e mai utilizzata come merce di scambio rispetto ad altre e diverse aspirazioni. L’ANC, considerata anche la propria posizione di equidistanza in tutta questa vicenda, si propone di essere parte attiva di questo nuovo processo di avvicinamento ed appianamento dei contrasti e non mancherà di esprimere le sue perplessità e le sue critiche laddove dovesse riscontrare azioni promosse non nell’interesse unico della categoria”, conclude l’associazione.

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