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La preoccupazione dell’Anc - È ancora il comparto previdenziale ad attrarre l’attenzione delle associazioni di categoria. La recente inclusione delle Casse di previdenza private nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni ha suscitato non poco clamore e malcontento anche per le conseguenze che una siffatta decisione genererà. A tal proposito, proprio ieri l’Associazione nazionale commercialisti ha inoltrato una missiva alla volta della Commissione Industria del Senato al fine di palesare, in maniera ufficiale, la propria “preoccupazione per quanto sembra prospettarsi se dovessero essere approvate le modifiche a firma Ghigo (34.1000/73) e Ghigo Cosentino (34.1000/73 - testo 2), nell’ambito della discussione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, in quanto ciò metterebbe a repentaglio la sostenibilità degli Enti previdenziali privati che hanno l’obbligo di garantire i trattamenti pensionistici a tutti i loro iscritti”.
Il contrasto e la lesa autonomia - A firma del presidente della sigla sindacale, Marco Cuchel, la lettera intende porre in evidenza l’innegabile “contrasto” che emerge mettendo a confronto “la sostenibilità a cinquant’anni che il Ministro del Lavoro ha richiesto alle Casse di dimostrare” con la decisione del Consiglio di Stato che di fatto implica una restrizione dell’autonomia delle Casse e l’applicazione di misure proprie della spending review, in particolare quelle inerenti la dismissione del patrimonio immobiliare degli enti di previdenza privati. “Nel caso in cui – spiega il presidente Cuchel – le Casse decidano di porre in essere politiche di dismissione (come peraltro già sta avvenendo per diversi enti), esse sono tenute a farlo, sotto la vigilanza del Governo e il controllo dell’apposita Commissione Parlamentare, garantendo introiti proporzionati al valore di mercato, che possano incrementare fondi patrimoniali attraverso i quali assicurare le prestazioni previdenziali”.
Le richieste – La schietta richiesta formulata dall’Anc e rivolta al Parlamento è quella di annullare il parere dell’organo consultivo del governo, stabilendo in maniera immediata l’esclusione delle Casse private dall’elenco Istat della pubblica amministrazione. In ragione di ciò, la sigla sindacale non ha mancato di manifestare il proprio timore in merito al “modo distorto con il quale viene rappresentata dai mezzi di informazione e dai sindacati degli inquilini l’operazione mediante la quale l’ente di previdenza dei Ragionieri ha avviato la dismissione di parte del proprio patrimonio immobiliare, svolta nel pieno rispetto delle regole e con attenzione verso le categorie più deboli”.