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Allungamento dei tempi. Sale a tre mesi il tempo entro il quale gli Istituti di credito, gli Intermediari finanziari, i professionisti e gli operatori non finanziari, sono tenuti a segnalare all’Unità di informazione finanziaria, quelle operazioni che, con ogni probabilità, celano il riciclaggio di denaro “sporco”.
La relazione antiriciclaggio 2010. L’allungamento nasce sulla scorta dei dati raccolti dai tecnici del Ministero dell’economia e delle finanze, che sono stati recentemente illustrati nella relazione sull’attività di antiriciclaggio espletata da parte degli organi a ciò preposti, nell’anno 2010. Scrivono i tecnici che: «Nel 2010, entro il primo mese dalla data delle operazioni è pervenuto poco più del 21% delle Sos; entro i primi due mesi è stato superato di poco più il 40% per arrivare al 53% nei primi tre mesi. Quasi un quarto delle Sos è pervenuto dopo più di sei mesi dall'operatività segnalata. È evidente», osservano, pertanto, dal Ministero dell’economia «come tale tempistica incida negativamente sull'efficacia del sistema di prevenzione». Dalla relazione arriva, pure, un dato confortante, ovvero, che nell’anno preso in considerazione, ovvero il 2010, le segnalazioni pervenute presso l’ Unità di informazione finanziaria sono state 37.321, con un incremento pari al del 77,2%, rispetto all’anno precedente (2009). Dati confortanti, dunque, per la lotta al riciclaggio dei soldi provenienti dal malaffare. Me questo sembra non bastare per i tecnici del ministero che non mancano di sottolineare come il livello delle segnalazioni non sia sempre del tutto soddisfacente. Osservano infatti i tecnici a tal proposito, che “Molte” di esse “ sembrano indotte dal timore di incorrere nelle sanzioni previste per la violazione del relativo obbligo più che da una convinta volontà di collaborare, sulla base di argomenti sospetti». Crescono, comunque, le segnalazioni ad opera dei professionisti oltre che quelle degli operatori del gioco.
Tipologie di operazioni segnalate. Sempre dai dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze si scopre, infine, che il 38,5% delle segnalazioni per l’anno 2010 è relativo ad operazioni concernenti al prelevamento e/o versamento di denaro contante oppure che il 21,6% si riferisce ad operazioni riguardanti la disposizione / ricezione di bonifico, di cui 16,2% effettuate sul territorio nazionale ed il restante 5,3% su quello estero. Inoltre, sempre in merito alla tipologia di operazioni, stando al documento in esame, due sono le più ricorrenti, ossia le transazioni finanziarie di ingente ammontare, riconducibili a soggetti operanti nella compravendita di quote previste dalla normativa volta alla riduzione delle emissioni inquinanti (Kyoto Protocol 1) e le operazioni ricollegabili, invece, a fenomeni di illecito condizionamento degli appalti pubblici, poste in essere da soggetti già indagati nell'ambito di inchieste su reati della specie. Sul fronte dei flussi, infine, vi è una conferma della Cina quale paese di destinazione del maggior numero di flussi di denaro non dichiarato, mentre la Svizzera, la Spagna e la Germania, restano in vetta alla classifica, per essere gli stati da cui essi, per la maggior parte, hanno origine.