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I commercialisti piemontesi e valdostani incontreranno venerdì i rappresentanti parlamentari delle loro regioni al fine di esporre proposte e aspetti di criticità emersi con l’insorgere di una nuova dimensione professionale.
L’incontro - A metà mattinata del prossimo undici novembre i commercialisti del Piemonte e della Valle d’Aosta saranno chiamati a prendere parte ad un incontro di riflessione e costruzione con i parlamentari afferenti alle medesime regioni. Il meeting, organizzato dall’Associazione dei commercialisti piemontesi e valdostani, avrà come scenario quello della sala conferenza della Galleria d’Arte Moderna di Torino.
Le finalità - Gli incontri torinesi di venerdì avranno come finalità dichiarata quella di istituire un ponte comunicativo tra i professionisti e i loro rappresentanti territoriali in Parlamento, con l’obiettivo di porre sul tavolo di lavoro le esigenze e le criticità che i commercialisti si trovano ad incontrare nello svolgere le rispettive operazioni quotidiane, problematiche che tendono ad aggravarsi nel momento in cui i provvedimenti dell’Esecutivo appaiono maggiormente restrittivi. La questione di fondo, che emergerà nel corso del confronto alla GAM, è che in sostanza i professionisti pervenuti chiederanno ai rappresentanti politici di farsi promotori di misure fiscali che non stringano i cappi sui commercialisti e sui loro clienti, ma che invece siano mirate a snellire le procedure nel rispetto della dignità, in primis, dei contribuenti e poi dei professionisti che li assistono. Ciò detto, bisogna anche sottolineare le proposte dei commercialisti in merito ad una maggiore chiarezza che permetta loro di meglio districarsi negli attuali labirinti legislativi di norme e circolari erariali. Queste sono le motivazioni di base dell’invito ad una partecipazione condivisa e compatta all’incontro, sollecito da più parti diffuso dagli stessi presidenti delle diverse sedi dell’Associazione, Walter Cavrenghi, Roberto Porta e Felice Maffei. Il fatto è che dimostrare ai rappresentanti parlamentari coesione, presenza e partecipazione è sinonimo di una maggior forza delle richieste avanzate. In effetti, solo testimoniando un’attenta condivisione delle richieste, sottoscrivendole con la propria aderenza al meeting, la categoria può ambire ad esser presa in maggiore considerazione dai parlamentari; nello specifico, più voci di uno stesso coro possono arrivare laddove una sola voce rimane inascoltata. L’auspicio di una massiccia partecipazione da parte della categoria, sottolineano congiuntamente i presidenti, si porrà come giusto antidoto a quelle misure del Governo che tanto malcontento hanno disseminato tra i commercialisti.
I focus – Lungi dal chiudere l’incontro dell’undici in serrate discussioni preconfezionate, l’Associazione dei commercialisti del Piemonte e della Valle d’Aosta ha proposto sei punti focali orientativi dai quali si potrà poi avviare un libero confronto, a partire dalle posizioni individuali dei partecipanti. La prima questione che verrà setacciata sarà quella del difficile e tormentoso confronto tra i commercialisti e l’Agenzia delle Entrate, in questo senso si porranno degli elementi di riflessione in merito alla ridefinizione del ruolo attuale che il commercialista è chiamato ad adottare, nonché si avvierà un dibattito circa gli adempimenti indicati dal Fisco che profilano un commercialista il cui unico compito è quello di rispettarli, senza poter entrare nello specifico e analizzarli, al fine di produrne eventuali critiche e migliorie. Proprio il vaglio dei suddetti adempimenti è il timbro principale del secondo focus del meeting coi parlamentari piemontesi e valdostani; in particolare, la lente dei commercialisti sarà tesa a porre in evidenza quei provvedimenti che fanno scattare sanzioni da parte delle Entrate per quel che concerne adempimenti telematici, privacy, antiriciclaggio. Il terzo punto si concentrerà soprattutto nelle necessità emergenti in materia di ordine normativo, vale a dire sulla demarcazione delle priorità che per i commercialisti dovrebbero esser poste in cima alle scelte normative dell’Esecutivo. Il terz’ultimo elemento della discussione iscrive all’agenda del confronto gli aspetti difficoltosi che fa emergere oggi la professione, in particolare verranno esaminati elementi quali l’abuso del diritto non regolamentato, modulistica e software studi di settore in cronico ritardo, disapplicazione di fatto dello statuto del contribuente, nonché proliferazione della normativa per decretazione d'urgenza che non contempla i criteri di adeguamento procedurale e di software. Infine, gli ultimi due punti che animeranno il dibattito riguarderanno lo snellimento degli adempimenti che gravano sugli studi professionali e l’Ici. Nel primo caso, si evince una diffusa esigenza di alleggerire la portata di queste operazioni, soprattutto per quel che concerne black list, modelli intra, segnalazioni all'anagrafe tributaria, comunicazioni dichiarazioni d’intento, elenchi operazioni rilevanti e obblighi vies. E per concludere, l’ultimo punto, quello che come abbiamo detto riguarderà l’Ici, traccerà le linee guida della riforma del federalismo fiscale vagliando la costituzione di un data-base ufficiale nel quale inserire i dati di ogni singolo Comune della Penisola.