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Il problema - L’UNAGRACO è recentemente intervenuta su uno dei temi scottanti per la categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, quello degli avvisi bonari inerenti alle dichiarazioni per l’anno d’imposta 2013. La sigla sindacale presieduta da Giuseppe Diretto ha sottolineato, sul punto, che proprio in questi giorni i contribuenti, persone fisiche o imprese, sono stati destinatari di comunicazioni, con data marzo 2015, relative a presunte irregolarità riguardanti le dichiarazioni dei redditi 2013. Ora, considerato altresì che la legge di Stabilità 2015 nulla ha disposto per risolvere la situazione, si delinea una sostanziale impossibilità di ricorrere all'istituto del ravvedimento operoso beneficiando delle sanzioni ridotte per tutti quei contribuenti che non hanno saldato le imposte entro i termini.
La denuncia – Insomma, lo scenario delineatosi non appare dei più rosei, anzi ancora una volta la categoria deve farsi portavoce di un problema che riguarda una cospicua fetta di contribuenti. E, come abbiamo poc’anzi accennato, la denuncia in questo caso è arrivata dalla sigla sindacale presieduta da Giuseppe Diretto che, dal canto suo, ha sottolineato l’approdo di questi avvisi bonari negli studi professionali. "Nel periodo di crisi che le aziende stanno vivendo è inconcepibile che non venga concessa loro la possibilità di ravvedersi nei termini previsti dalla normativa che, nel caso dei saldi per l'anno d'imposta 2013, scadrebbero il 30 settembre 2015. I controlli accelerati dell'Agenzia delle Entrate comportano un inevitabile aggravio di costi per le aziende, le quali dovranno pagare maggiori sanzioni che passano dal 3,75% al 10%", ha chiosato il leader sindacale.
La pianificazione dei pagamenti – Tuttavia i problemi non si limitano all’arrivo di questi avvisi bonari destinati ai contribuenti, ma si amplia estendendosi fino all’ostica questione della pianificazione dei pagamenti. Su questo tema ha fatto il punto Erica Di Santo, consigliere nazionale UNAGRACO, spiegando che “negli anni scorsi, i controlli automatizzati dell'Agenzia delle Entrate venivano effettuati circa un anno dopo la presentazione della dichiarazione. Ciò permetteva alle aziende che non erano riuscite ad essere in regola con il pagamento delle imposte per crisi di liquidità, di estinguere il debito tributario in termini più prolungati e con minori aggravi di sanzioni". Ciò detto, bisogna altresì considerare che nel nostro sistema fiscale è comunque prevista la possibilità di rateizzare il pagamento degli avvisi bonari con sanzioni pari al 10% e ulteriori interessi da dilazione. Tale possibilità è però concessa a condizione che la prima rata venga pagata entro 30 giorni dalla notifica pervenuta. “In un Paese sanzionato dalla Comunità Europea per il ritardo dei rimborsi IVA e nel quale la P.A è in ritardo nei pagamenti alle aziende fornitrici dello Stato, ciò che si chiede è di non ridurre i tempi per poter effettuare i pagamenti mediante ravvedimento operoso”, conclude la denuncia dell’associazione di categoria.