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Interventi sul lavoro - Il nuovo governo, quello delle larghe intese, subentrato a quello dei tecnici che ha partorito la riforma del lavoro, vuole nuovamente mettere mano sul capitolo lavoristico e occupazionale modificando quanto emanato solo lo scorso anno. A questo punto, pur non entrando nel merito delle riforme in programma né avendo intenzione di commentare le spinte che hanno condotto all’incontro a Roma tra i ministri europei sul tema lavoro, sono comunque intervenuti gli avvocati giuslavoristi dell’Agi che, tramite il presidente dell’associazione Fabio Rusconi, hanno fatto il punto sulla situazione in corso e sulle esigenze reali del Paese.
Interventi sì, ma ponderati - “L'impatto delle misure annunciate dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, per modificare la legge Fornero e rilanciare l'occupazione, non sarà immediato, ma si potrà valutare nel medio-lungo termine”, ha dichiarato il leader degli avvocati giuslavoristi italiani, in valutazione di quanto annunciato nei giorni scorsi dal nuovo ministro e alla luce anche dell’intenzione di creare una rete con le altre potenze della zona euro che sono attualmente interessate dalla piaga della disoccupazione. Tuttavia, pur vedendo di buon grado la proposta di intervenire a modifica della recente normativa, Rusconi avverte sull’opportunità di non agire in maniera avventata. “Le misure 'tampone', ossia quelle adottate in modo emergenziale senza intervenire sul fronte strutturale, difficilmente incideranno efficacemente e a breve sul problema occupazionale e del rilancio economico”, ha ammonito il presidente dell’Agi.
Il processo del lavoro – Rusconi lo aveva già annunciato nelle scorse settimane. Secondo gli avvocati giuslavoristi della Penisola il vero problema, il peso che impedisce al mercato del lavoro di alleggerirsi, è l’attuale sistema del processo del lavoro. Su questo sarà necessario discutere. “La vera priorità e urgenza - sottolinea Rusconi - è intervenire sul processo del lavoro, la cui crescente inefficienza, fortemente aggravata dall'improvvido 'processo Fornero per l'impugnazione dei licenziamenti' penalizza i diritti, la prevedibilità degli esiti delle controversie, la stessa immagine e considerazione di affidabilità dell'Italia agli occhi degli investitori, anche stranieri. Se non si interviene subito sul processo, le misure annunciate rischiano di non sortire alcun risultato utile”. Dunque, la giustizia lavoristica è quella che necessita di un maggiore intervento di sburocratizzazione e modernizzazione. Proprio in riferimento a questo punto l’associazione degli Avvocati giuslavoristi italiani ha inoltrato un ‘pacchetto’ di suggerimenti ai Ministeri della Giustizia e del Lavoro, indicando degli interventi a bassa copertura finanziaria che possono modificare in maniera positiva la riforma Fornero. Tali provvedimenti andrebbero quindi a incidere sia sul citato decreto di riforma del lavoro redatto dal governo Monti, “che va soppresso quanto prima, sia su sistemi alternativi di soluzione delle controversie, come la conciliazione e l'arbitrato, da ridisciplinare congruamente in modo da correggere le storture che hanno totalmente bloccato la riforma del 'Collegato lavoro' del 2010". "Un pacchetto che mira proprio a evitare il collasso del processo del lavoro, senza rinunciare a invocare gli investimenti, in personale, tecnologie e formazione, che davvero necessitano, con prospettiva di più ampio periodo, alla giustizia, anche del lavoro”.