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Le difficoltà dei professionisti - Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di toccare con mano le difficoltà dei professionisti, soprattutto se giovani e con entrate medie, di resistere agli attacchi della crisi economica. Tant’è che spesso questi lavoratori autonomi sono costretti ad abbandonare l’Ordine al quale hanno avuto accesso con tanti sacrifici, per tentare altre occasioni di sbocco professionale. Il punto è che accanto alla quota di iscrizione all’Albo grava anche quella contributiva da versare agli enti di previdenza ai quali fanno riferimento le categorie. I professionisti meno abbienti e quelli alle prime armi finiscono quindi con l’essere dissanguati da spese che nella maggior parte dei casi superano di gran lunga le entrate. A questa fascia di iscritti, per quel che concerne la professione forense, la Cassa di categoria ha deciso di tendere una mano dimezzando la quota contributiva di iscrizione per tutti quei professionisti che non raggiungono un reddito annuale pari a 10 mila 300 euro.
La bozza del Regolamento - Quindi, tenuto conto delle problematiche economiche vissute, in primis, dal Paese e, di riflesso, dai professionisti, la Cassa forense ha optato per un ulteriore taglio pari al 50% del contributo minimo stabilito per l'iscrizione di coloro che non raggiungono la suddetta quota reddituale. L’agevolazione introdotta dell’ente di previdenza è stata inserita nella bozza del Regolamento e avrà una validità pari a dieci anni. “Se nessuno si mette di traverso – ha dichiarato Alberto Bagnoli, presidente della Cassa degli avvocati - il Regolamento dovrebbe essere approvato entro l'estate. Poi tocca al ministero”. Oltre al dimezzamento del contributo, la novità riguarda anche la possibilità di optare per l’integrazione del versamento onde evitare che ad essere dimezzato sia anche il riconoscimento dei mesi di iscrizione. L’integrazione è auspicabile perché il taglio del contributo è corrispondente al taglio del periodo di iscrizione, pertanto un anno verrà conteggiato al pari di sei mesi qualora non si dovesse decidere per l’integrazione. Intanto già questo sabato (15 giugno) il testo verrà sottoposto al vaglio degli Ordini territoriali, del Cnf e dell’Oua in occasione di un’apposita assemblea.
Apertura agli esclusi – In realtà uno dei primari obiettivi del Regolamento, e nello specifico della proposta di dimezzare il contributo di iscrizione alla Cassa, dipende dal fatto che si vuole includere quei 56 mila avvocati tutt’ora fuori dalla Cassa poiché detentori di redditi inferiori ai 10 mila euro. Qualora la proposta dovesse ottenere il beneplacito di tutti, prospettiva certa quanto auspicata, anche per questi soggetti si potrà avviare l’iscrizione all’ente di previdenza. Anche i giovani avvocati guidati da Dario Greco vedono di buon grado una simile prospettiva, che va incontro alle esigenze dei professionisti alle prime armi dando loro la possibilità di recuperare il divario con gli anziani.