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Oggi, 4 novembre, è il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti del tanto discusso decreto 193/2016
Abbiamo già manifestato a chiare lettere come la moltiplicazione degli adempimenti è espressione di un’assoluta incapacità di valutarne le conseguenze.
Riteniamo doveroso intervenire nuovamente, proprio oggi, a seguito delle parole del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ieri, nel corso dell’audizione alla camera, con agghiacciante leggerezza, ha definito un “non onere” l’invio delle nuove otto comunicazioni!
Espressioni come: “sono dati già a disposizione”, “la stragrande maggioranza dei contribuenti … dispongono di questi dati in modalità informatizzata mediante software contabili più o meno integrati … “, dimostrano un assoluto scollamento dalla realtà e, soprattutto, assenza di rispetto per chi, come noi, i commercialisti, rende i dati disponibili e intellegibili per l’amministrazione finanziaria!
C’è da chiedersi come mai, a fronte di tutte queste elaborazioni, che condurranno a controlli più agevoli, non c’è alcuna previsione che diminuisca i termini di accertamento!
La sensazione è che ormai i commercialisti siano considerati come “estensione dei software della SOGEI”! Una semplice App da utilizzare quando necessario!!
E ciò è ancora più evidente leggendo, proprio nell’audizione, come sia stato rilevante ricevere “tempestivamente” i dati indispensabili per il 730 precompilato.
Chi ha reso possibile tutto ciò? Ancora una volta noi, i commercialisti!
Sì proprio coloro che dovranno preoccuparsi anche dell’invio delle nuove comunicazioni, insieme con la redazione di tutti gli altri dichiarativi, del calcolo delle imposte, il tutto tra un avviso bonario e l’altro!
La sensazione è sempre la stessa: nessuna reale strategia che faccia pensare ad una sostanziale lotta all’evasione!
Eppure, proprio quei rapporti OCSE/FMI, ormai riproposti in ogni dove, partono dalla necessità di un’analisi delle fasce di rischiosità! Ovviamente colpire nel mucchio e scaricare su altri oneri e adempimenti è più semplice!
L’UNGDCEC invita nuovamente e con forza ad effettuare scelte consapevoli nel percorso che condurrà alla conversione del decreto 193/2016.
Non si intende continuare a subire disposizioni frutto di un sistema fiscale che naviga a vista!