1 febbraio 2012

Befera: redditometro ok, ma la paura per gli attacchi è alta

Il numero uno delle Entrate è intervenuto ieri alla Camera al fine di illustrare i progetti immediati dell’ente, sottolineando i successi del 2011.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’intervento - Nella mattinata di ieri, il direttore generale delle Entrate, Attilio Befera, ha preso parte all’audizione alla Camera con un interessante e illustrativo intervento in merito alle attività concluse e previste dell’Amministrazione tributaria, oltreché proponendo dati inerenti alla fase di sperimentazione del redditometro. Proprio questo, infatti, è stato il tema centrale della relazione del numero uno delle Entrate, nonché amministratore delegato di Equitalia, ente addetto alla riscossione. A ben vedere, l’annuncio del direttore generale è stato che entro la primavera sarà in effettivo regime l’uso del redditometro per quel che concerne le attività di accertamento e che nel corso dell’anno che il Paese si è lasciato alle spalle gli Uffici fiscali hanno recuperato ben 11,5 miliardi di euro, grazie alla lotta all'evasione fiscale, mentre 1,7 miliardi di euro è stato l’ammontare delle restituzioni conseguenti al vaglio di circa 40 milioni di dichiarazioni. Befera, proprio riferendosi ai rimborsi, ha sottolineato la celerità che ha caratterizzato tali operazioni che sono aumentate del 60% rispetto al 2010. Parallelamente ai rimborsi sulle dichiarazioni, l’Agenzia ha effettuato quelli riguardanti l’Iva per una soglia pari a 6 miliardi di euro. La riflessione del direttore generale del Fisco si è anche soffermata sugli attacchi recentemente subiti da Equitalia, che dal mese di novembre non sembrano esser cessati.

Accertamento e recupero - “Nel 2011 – ha esordito la spiegazione di Befera - la lotta all'evasione si è ulteriormente rafforzata facendo registrare un trend positivo nel recupero delle tasse. I risultati testimoniano netto miglioramento in qualità ed efficacia nel contrasto agli inadempimenti tributari”. A ben vedere, il lavoro intenso e serrato volto a porre significativi punti d’argine al dilagante fenomeno dell’evasione tributaria ha condotto l’Agenzia a risultati non poco soddisfacenti, che vanno ad aggiungersi al bilancio proposto anche dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi. Il corpo di polizia tributaria ha, infatti, sottolineato il lavoro svolto di concerto con gli Uffici fiscali sia per quel che concerne gli accertamenti, molti dei quali condotti a partire dai verbali delle Fiamme Gialle, che per quel che concerne la riscossione e i rimborsi. L’intervento dell’amministratore delegato di Equitalia al cospetto dei deputati ha voluto rimarcare l’avvenuto incasso di undici miliardi e mezzo di euro a fronte di circa due milioni di controlli. “Gli accertamenti ai fini delle imposte dirette sono stati oltre 700mila – ha evidenziato Attilio Befera - un milione i controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi e 300mila su materia di registro”. Anche il versante delle liquidazioni ha condotto ad approdi per nulla negativi. In effetti, il 2011 è stato caratterizzato dalla presentazione di circa 40 milioni di dichiarazioni dei redditi che sono state prontamente liquidate, permettendo sia un rientro fiscale pari a un milione, ma anche una quota di rimborsi pari a 8,7 miliardi di euro relative a circa 900.000 casi riscontrati.

Redditometro – Capitolo contestuale al discorso in merito alle manovre di contenimento del reato di evasione fiscale è il punto inerente al redditometro, strumento ancora in fase sperimentale che diverrà pienamente effettivo entro giugno. “Sarà operativo entro il primo semestre del 2012”, così Befera ha rassicurato la platea di deputati innanzi alla quale ha anche ricordato che il nuovo mezzo di accertamento si avvarrà di un centinaio di voci di spesa. La sperimentazione, che si concluderà entro la fine di febbraio, ha lasciato ampio spazio alle buone aspettative.

Le contestazioni – Equitalia nell’occhio del ciclone di contestazioni violente che non hanno accennato ad alcun miglioramento da quando, a novembre, sono iniziate. Gli attentati non sono diminuiti e hanno avuto come conseguenza un aumento del tasso di paura e demotivazione tra coloro che lavorano per l’ente collegato all’Agenzia. “Durante gli ultimi sei mesi del 2011 si è verificato un crescendo di iniziative di contestazione cominciate con attacchi verbali e degenerate poi in vere e proprie manifestazioni di violenza – ha concluso Attilio Befera – [le intimidazioni] hanno superato dall'inizio dello scorso anno il numero di 250, di cui 70 solo a gennaio di quest'anno”.

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