27 gennaio 2015

Bilancio in formato XBRL: 3 marzo, approvazione o presentazione?

Intervista a Roberto Cunsolo, tesoriere del Cndcec.

Autore: Redazione Fiscal Focus

Al centro delle discussioni di questi giorni vi è un ulteriore adempimento per i professionisti, che rischia di complicare un quadro già di per sé preoccupante: il deposito della Nota integrativa con il nuovo formato XBRL.
I bilanci relativi all'esercizio chiuso il 31.12.2014 o successivamente, e depositati nel registro delle imprese a partire dal giorno 3 marzo 2015, dovranno infatti essere conformi alla nuova tassonomia che consente di comprendere in un unico file, codificato in formato XBRL, tutto il bilancio d’esercizio, comprensivo anche della nota integrativa.

La novità non deve essere ritenuta semplicemente formale, in quanto, al fine di rendere coerenti lo Stato patrimoniale e il Conto economico con la parte tabellare della Nota integrativa, sono state introdotte diverse modifiche nei prospetti contabili. Anche la stessa Nota integrativa è stata oggetto di importanti innovazioni, soprattutto in considerazione del fatto che, per adattarla al nuovo formato, è stata scelta l’esposizione tabellare per gran parte delle informazioni ivi accolte.

Ecco i motivi per i quali si è svolta ieri una riunione straordinaria in seno al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Per capire di cosa si è parlato e quali saranno i temi che arriveranno su un’analoga tavola rotonda prevista nella giornata di oggi, ci siamo rivolti a Roberto Cunsolo, tesoriere del Cndcec.

Dottor Cunsolo, quali sono stati gli argomenti affrontati oggi (ieri, ndr)? E con quali soggetti si è confrontata la categoria?

R. Cunsolo – Approfittando dell’ospitalità dell’Odcec di Roma, il Consiglio nazionale ha preso parte a un convegno per definire le criticità legate all’approssimarsi della scadenza del deposito dei bilanci. L’incontro si è svolto anche con la partecipazione di Xbrl Italia, di Unioncamere e delle software house. Per quel che concerne le criticità esposte, sottolineo che si tratta di quelle segnalateci da numerosi colleghi.

Di quali criticità stiamo parlando?

R. Cunsolo
– Ebbene, il problema principale sul quale ci siamo soffermati e che verrà definito domani (oggi, ndr) riguarda la data del 3 marzo (introduzione della nuova tassonomia) e la sua interpretazione. Cosa si intende con questa data? La presentazione o l’approvazione dei bilanci? Dunque, se con il 3 marzo intendiamo la presentazione, allora andremo incontro a non poche difficoltà. Prendiamo, ad esempio, il bilancio presentato in assemblea il 28 febbraio e approvato dai soci; a fronte della nuova norma, se viene depositato il 4 marzo potrebbe essere scartato dalla Camera di commercio. A quel punto bisognerebbe riconvocare l’assemblea per approvare il nuovo documento. Quindi, è chiaro che la posizione del Consiglio intende il 3 marzo come data di approvazione: vale a dire che tutti i bilanci approvati fino a quella data usano la precedente norma, con la nota integrativa senza la tassonomia. Se invece il bilancio viene approvato in data successiva al tre marzo, tutti i documenti devono essere predisposti con la nuova tassonomia. Oggi (ieri, ndr) abbiamo esposto questa criticità che domani (oggi, ndr) verrà chiarita nel tavolo tecnico.

A quali punti si è giunti con questo incontro preliminare?

R. Cunsolo – Ebbene, in merito alla nuova tassonomia, siamo addivenuti a una volontà coesa, condivisa dalla categoria, dal mondo camerale e da tutti i soggetti interessati quali Abi, Banca d’Italia, Xbrl Italia. Si tratta, in sostanza, di tutte quelle istituzioni che hanno l’interesse di poter fruire dei formati elaborati dai bilanci: non solo estrapolare una semplice fotografia degli stessi, ma poter estrapolare dal registro delle imprese dati in formato elaborabile. Abbiamo discusso anche di aspetti tecnici, vale a dire di come inserire la nota integrativa in xbrl utilizzando strumenti gratuiti messi in rete dal mondo camerale. Infine, abbiamo discusso degli aggravi o dei vantaggi che questa nuova norma porterà agli studi professionali. E qui si è aperto un mondo!

Per concludere, a partire dai presupposti da lei illustrati, cosa ci si auspica dalla tavola rotonda di domani (oggi, ndr)?


R. Cunsolo
– In primo luogo, auspichiamo di poter far valere le nostre ragioni sotto un aspetto giuridico. Dunque, come affermato poc’anzi, ci focalizzeremo sulla questione in merito all’interpretazione della data del tre marzo: approvazione o presentazione? Per noi, ovviamente, si tratta di approvazione. In seconda battuta, vorremo poter fare il punto sulla questione dell’aggravio di lavoro. Riteniamo che il problema emerga soprattutto per gli studi che fanno consulenza esterna, perché significa inserire una serie di dati di cartella che la precedente nota integrativa non prevedeva. In definitiva, che ci sia un aggravio è inevitabile quanto meno per il primo anno.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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