5 ottobre 2012

Braccio di ferro tra Casse e Ragioneria statale

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, alcuni enti aderenti all’Adepp hanno versato la quota.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il versamento dei risparmi - Varcata la soglia limite del 30 settembre senza che alcuna proroga sulla spending review sia arrivata, per gli istituti privati di previdenza ai quali fanno riferimento le categorie professionali è scattata l’ora X del versamento dei risparmi prodotti dalla riduzione dei consumi intermedi. Tali quote avrebbero dovuto essere convogliate verso le casse della Tesoreria di Stato, ma la maggior parte degli enti hanno deciso di non rispettare la scadenza.

Il punto della situazione
– In sostanza, le disposizioni alle quali risulta contraria la maggior parte delle casse sono contenute nel terzo comma dell’art. 8 della Legge n. 135/12. Tale norma prevede che gli enti privati di previdenza versino, come abbiamo visto, l’ammontare relativo al risparmio ottenuto snellendo i consumi intermedi. Siffatto versamento dovrebbe avvenire a favore della Tesoreria di Stato. Le Casse, dal canto loro, si rifiutano di rispettare questo dettame, in quanto sostengono di non gravare sul bilancio statale, poiché i contributi di sostentamento provengono interamente dai versamenti degli iscritti. Il parere del legislatore, invece, è che le Casse siano all’interno degli elenchi Istat degli enti che fanno parte del conto economico consolidato dello Stato. A tal proposito, si attende il parere del Consiglio di Stato previsto per il 30 ottobre, anche se già due sentenze del Tar hanno attestato le ragioni delle Casse.

Chi ha pagato – Nonostante gli scompigli degli ultimi periodo, tra gli istituti aderenti all’Adepp che, in controtendenza rispetto all’andamento generale, hanno optato per l’allineamento alle richieste della Ragioneria dello Stato, si profilano la cassa degli avvocati, quelle dei ragionieri e dei dottori commercialisti, l’Enpaia e probabilmente l’Inarcassa. Mentre tra le non aderenti all’Adepp pagherà il versamento l’Enasarco. Intanto, come s’è visto, l’Adepp ha impugnato la circolare della Ragioneria di Stato che ricordava proprio questo adempimento, firmatarie di una tale azione sono state ben sedici Casse che dichiarano con fermezza di non voler devolvere alcun versamento alla Tesoreria statale.

Le casse dei commercialisti
– Non è stata accondiscenda senza condizioni quella che ha spinto alcune Casse e non venir meno alle richieste della Ragioneria statale. Lo spiegano i leader degli istituti previdenziali ai quali fanno riferimento i commercialisti. “La legge va rispettata - spiega Paolo Saltarelli, presidente della Cassa dei ragionieri e periti commerciali - anche se non piace, perché in sostanza si tratta di una tassa occulta. Abbiamo versato circa 250mila euro, con riserva di restituzione. Vedremo con i nostri legali come procedere, mi auguro che ci sia un'azione congiunta in Adepp”. Su una posizione abbastanza in linea con quella espressa dalla guida dell’istituti previdenziale dei ragionieri si trova anche il presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, Walter Anedda. Secondo il capo dell’ente, infatti, “la lettera che accompagna il versamento evidenzia la volontà di richiedere il rimborso e agire in tutte le sedi possibili per averlo”.

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