22 novembre 2011

Caro Monti, noi professionisti ti scriviamo

Le categoria professionali, tramite il Cup, si rivolgono al Presidente del Consiglio al fine di tracciare insieme linee condivise in merito alla riforma professionale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La lettera del Comitato unitario permanente - I professionisti affidano ad una lettera firmata dal presidente del Cup le proprie ansie in merito a una possibile riforma professionale e le richieste che inevitabilmente ritengono di dover avanzare al neopremier Monti. Tre i focus specifici sui quali la Calderone, presidente del Cup e dei Consulenti del Lavoro, ha posto l’attenzione dell’illustre destinatario della missiva. Giovani, saperi e metodo i tre punti sui quali deve confrontarsi l’Esecutivo nel procinto di riformulare un radicale riordino delle professioni. Ordini e collegi professionali, uniti all’insegna del giusto rinnovamento, del quale sentono l’esigenza pur non essendo disposti ad accettare una qualsiasi delle disposizioni che non tutelano le rispettive autonomie e professionalità.
Offerte di competenza - Una riforma che sia equa e rispettosa delle esigenze di categoria, che tenga conto delle rispettive lacune e tenti in modo efficace di colmarli, è un provvedimento che tiene conto delle voci che escono dal coro. In questo caso, il coro di professionisti fa giungere al Governo l’unisono delle proprie richieste, mettendo a disposizione del Legislatore capacità e competenze come fossero patrimonio della collettività. In vista di quale fine? Ebbene, l’obiettivo è il conseguimento di categorie professionali con regolamentazioni svecchiate e snelle garantiscano all’intero Paese un fluido corso delle attività inerenti a ciascuno degli Ordini. “Le professioni italiane, con i 27 Ordini professionali, mettono a sua disposizione – scrive il presidente del Comitato unitario permanente - i saperi e i valori di cui sono portatrici con la certezza che ogni processo riformatore non possa essere attuato senza l'apporto di chi ha fatto della specializzazione e delle conoscenze tecniche e scientifiche il principio ispiratore di ogni propria azione. Per questo le chiediamo –sottolinea la Calderone - di non privarsi del confronto con gli Ordini”.
Prassi metodologica - L’accordo con le parti sociali non può essere calpestato, è questa in sostanza la seconda richiesta di Marina Calderone. Si tratta di un metodo procedurale ormai assestato e che nel passato ha dato ottimi frutti, pertanto l’auspicio delle categorie professionali è che il Governo guidato da Monti non decida di metterlo da parte. “Medesima metodologia”, quindi, di quella finora applicata ogni qualvolta si è parlato di riordino delle professioni. Nella propria lettera, il presidente del Cup sottoscrive con rinnovata convinzione il desiderio degli ordini e dei collegi professionali di prender parte attivamente “alla modifica degli ordinamenti”, evidenziando come questo provvedimento apparso per ben due volte negli ultimi mesi nell’agenda dell’Esecutivo possa trovare compimento per mano della nuova squadra governativa.
Giovani professionisti – Largo ai giovani. Slogan abusato, ma mai tanto attuale come appare oggi anche sul versante delle professioni. Gli ordini contano nel nostro Paese “2.100.000 iscritti, la metà dei quali ha meno di 45 anni di età”, scrive la Calderone nella missiva indirizzata al Presidente del Consiglio. “I giovani professionisti hanno però necessità di veder valorizzati i loro sforzi al pari di tutti gli altri lavoratori – rimarca il leader dei Consulenti del Lavoro - con interventi legislativi che non vanifichino i loro sacrifici e l'investimento in conoscenze e competenze che ogni giorno mettono al servizio dei cittadini”. L’auspicio finale del presidente Calderone è che le categorie professionali e l’Esecutivo guidato da Mario Monti possano giungere ad un tavolo di confronto al fine di tracciare le direttive da seguire in vista di un’attesa riforma professionale.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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