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Il Comitato dei delegati – Si è svolto il 5 settembre a Roma il Comitato dei delegati della Cassa forense. L’incontro è stato indetto per decidere in merito ai provvedimenti da intraprendere per assicurare la sostenibilità a cinquant’anni. Tale decisione è conseguente alle richieste inoltrate dal governo per mezzo della Legge n. 148/2011 agli istituti privati di previdenza che sono sorti secondo le indicazioni dei decreti legislativi n. 509/94 e 103/96. Il consesso capitolino dei delegati, pertanto, ha inteso modificare il regolamento delle prestazioni previdenziali e quello relativo ai contributi attraverso l’approvazione di un testo di riforma. L’iter però non può ancora dirsi compiuto, in quanto perché possa considerarsi tale bisognerà aspettare il vaglio dei ministeri vigilanti, che dovranno pronunciarsi entro il 30 settembre.
Le decisioni più importanti – Quali sono stati i punti basilari della riforma della cassa forense? Ebbene, la grande novità è la cosiddetta aliquota unica che verrà “agganciata alle tavole di sopravvivenza specifiche della categoria” e sarà altresì in grado di attribuire un valore a ciascun reddito che sia stato prodotto nell’arco dell’intero periodo d’iscrizione del professionista. Ora, questa aliquota unica di rendimento per il calcolo delle pensioni sarà posta all’1,4%. In sostanza, l’aliquota unica è la sintesi delle due precedenti aliquote di rendimento e verrà rimodulata ogni triennio alla luce delle speranze di vita del bacino di iscritti. S’intende che una tale modifica andrà incontro anche alle esigenze dei giovani avvocati, poiché l’assegno verrà computato sulla base dell’intera carriera senza escludere i cinque anni peggiori, in aggiunta a ciò esso si presenta come equivalente al metodo contributivo. E’ ovvio che le modifiche non si limitano a una siffatta introduzione, in quanto v’è ben altro. Tant’è che la seconda novità essenziale è la maggiorazione a scaglioni della percentuale inerente alla contribuzione soggettiva. Infatti dal 1° gennaio del 2013 il contributo a carico dell’avvocato verrà innalzato al 14%, percentuale che aumenterà di mezzo punto nel 2017 e sarà al 15% nel 2021, ossia nell’anno in cui la soglia dell’età di pensionamento sarà posta a settant’anni.
Altre modifiche – In aggiunta a quanto illustrato sopra, la riforma della cassa forense prevede altresì l’aumento al 4% dell’aliquota integrativa a carico del cliente. Inoltre i delegati hanno deciso di rendere facoltativa la contribuzione modulare stabilita dall’1 al 10% del reddito dichiarato, le entrate derivanti da siffatti contributi verranno convogliate per sostenere una quota previdenziale che sarà calcolata applicando il metodo contributivo. Le pensioni in corso d’erogazione invece non verranno toccate e i pensionati che svolgono ancora prestazioni professionali retribuite dovranno versare un contributo di solidarietà pari al 7%.
Le proposte respinte – Due sono state infine le scelte che il Comitato dei delegati ha bocciato. La prima riguarda le modifiche proposta al blocco della perequazione automatica dell’Istat sull’assegno, una siffatta proposta prevedeva altresì l’adeguamento in base ai tassi inflazionistici. La seconda bocciatura è inerente all’anticipo al 2014 dell’età pensionabile a 70 anni, tuttora previsto per il 2021.