7 dicembre 2012

Casse: niente svendita per immobili

Anc soddisfatta, ma accende focus su elenco Istat
Autore: Redazione Fiscal Focus

La soppressione dell’emendamento - Rotta invertita per quel che concerne la dismissione degli immobili di proprietà delle casse private di previdenza. Il Senato ha detto no al provvedimento e anche la Ragioneria di Stato ha espresso parere concorde, sostenendo che proseguire lungo questa strada avrebbe causato gravi rischi per i bilanci e i servizi degli istituti previdenziali. In sostanza, a formulare la richiesta accolta da governo è stata la commissione Bilancio che ha fatto istanza di soppressione del comma 55 dell'articolo 34 del maxiemendamento. Con siffatta disposizione si intendeva facilitare le transazioni di vendita o affitto dei suddetti immobili a prezzi di molto al di sotto del loro reale valore. Il subemendamento era stato aggiunto al decreto legge Sviluppo bis dalla commissione Industria. “Esprimo grande soddisfazione - ha affermato Andrea Camporese, presidente dell'Associazione degli enti previdenziali privati - per lo stralcio dell'emendamento. Una norma che, se approvata, avrebbe segnato una pagina nera nella storia dei rapporti istituzionali, del rispetto delle leggi di privatizzazione e della tutela dei legittimi interessi di oltre due milioni di iscritti al sistema della previdenza privata”.

Giustizia è fatta
- Una volta pervenuta la notizia, anche le diverse associazioni della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili hanno manifestato il proprio compiacimento. Prima fra tutte ad esprimersi sul caso è stata l’Anc presieduta da Marco Cuchel, che ha dichiarato come la decisione del Senato abbia “reso giustizia a tutte le voci che si sono levate contro quel provvedimento che manifestava macroscopici vizi di forma e di sostanza”.

Tra buon senso e peccati originali – Il parere della sigla sindacale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è che a prevalere sia stato finalmente il buon senso. Ciononostante Marco Cuchel non ha potuto fare a meno di sottolineare come tale decisione, seppur beneaccetta, entra in palese contrasto con la recente disposizione del Consiglio di Stato che prevede l’inclusione degli enti privati di previdenza nell’elenco Istat. “Tale iniqua misura – ha quindi sottolineato il presidente dell’Anc - avrebbe potuto trovare realizzazione grazie ad un ‘peccato originale’ che vede le Casse di Previdenza private inserite nell’elenco Istat delle Pubbliche Amministrazioni. Una clamorosa svista che, se non sarà una volta per tutte sanata, costituirà sempre un varco a vantaggio di ulteriori tentativi di ingerenza nella gestione e di appropriazione dei beni che costituiscono il patrimonio a garanzia delle prestazioni pensionistiche dei professionisti (vedi il prelievo forzoso conseguente ai provvedimenti previsti per la realizzazione della spending review”.

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