22 marzo 2013

Cdl: bene sblocco pagamenti Pa

Mai dimenticare le imprese e le famiglie
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il pagamento dei debiti - Il Consiglio dei ministri di ieri ha condotto a una decisione molto importante per la filiera imprenditoriale italiana. In sostanza la squadra esecutiva ha optato per lo sblocco di 40 miliardi di euro finalizzati al sanamento dei saldi pendenti con le imprese fornitrici di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni. Il rilascio delle risorse economiche avverrà in due tranche: la prima di 20 miliardi di euro sarà sbloccata già dalla seconda metà dell’anno in corso, per la seconda invece si dovrà attendere il 2014. Viva soddisfazione è stata espressa da più parti e a queste si è aggiunta quella del presidente del Cup e leader dei consulenti del lavoro, Marina Calderone.

La direzione giusta - Il parere del presidente Marina Calderone parte dal presupposto che sbloccare i pagamenti, sebbene non nella loro interezza, sia comunque un passo avanti gradito dal mondo imprenditoriale, che potrà così sperare in una maggiore liquidità. Il provvedimento quindi va nella direzione giusta e sgrava le aziende da difficoltà e preoccupazioni che l’attuale congiuntura economico-finanziaria ha inevitabilmente peggiorato.

Il contesto economico e sociale - Non si può infatti negare che ci troviamo a vivere un periodo particolarmente arduo. L’Italia sta attraversando una profonda recessione e per le imprese diventa quasi impossibile sopravvivere. A testimonianza di ciò si possono portare le recenti stime, in base alle quali è emersa una grossa percentuale di realtà imprenditoriali che tra gennaio e febbraio hanno chiuso i battenti. Nei mesi scorsi, proprio per fronteggiare le necessità delle piccole e medie imprese, la stessa Marina Calderone aveva chiesto ai candidati alle elezioni politiche di pensare a un progetto volto allo sgravio del costo del lavoro. Oggi, con la situazione politica ancora incerta, a una siffatta istanza se ne aggiungono altre di equivalente entità.

Mai dimenticare imprese e famiglie - "Nella confusione politica e istituzionale di questo periodo non bisogna infatti dimenticare che imprese, lavoratori e famiglie versano nelle medesime condizioni in cui erano fino a prima delle elezioni; se non peggiori. Per questo, tutto ciò che può dare liquidità e risorse agli imprenditori va sottolineato con favore". Con queste parole il leader dei consulenti del lavoro plaude la decisione del Consiglio dei ministri, ma allo stesso tempo ammonisce da un possibile abbassamento della guardia. La politica, i governi e le istituzioni devono prestare attenzione alle sempre più acute esigenze della società e dei suoi attori principali che sono appunto le imprese e i nuclei familiari, soprattutto quelli appartenenti a fasce considerate deboli. "La scommessa - conclude il presidente- è creare un sistema strutturato e costante di regole che vanno nella direzione delle imprese. La priorità delle priorità per chiunque governerà il nostro Paese deve essere il rilancio dell'economia per far ripartire l'occupazione. Tutto il resto è molto importante, ma non ha il grado di priorità che ha il sostegno al mondo produttivo".

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