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Il nuovo Consiglio - Nello scorso fine settimana, via Cristoforo Colombo a Roma è stata testimone di un’importante decisione per quel che concerne il mondo del lavoro e, nello specifico, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro che ha riconfermato il proprio leader nella persona di Marina Calderone, in relazione al triennio che si concluderà nel 2014. La neo-presidente, nonché presidente uscente, in occasione delle elezioni svoltesi il 22 ottobre, su 441 schede valide, aveva ottenuto 418 preferenze. Si è trattato, dunque, di una vittoria condivisa in larga misura, quasi una richiesta unisona circa la riassunzione del ruolo svolto a partire dal 2005. Con la terza riconferma della Calderoni si procede lungo la strada tracciata in questi ultimi sei anni affianco anche al nuovo Consiglio direttivo composto dal vicepresidente Vincenzo Silvestri, dal segretario Sergio Giorgini, dal tesoriere Pietro Panzetta e dal presidente revisore contabile Marcello De Carolis.
L’insediamento – La stessa Calderone ha ammesso che, ai tempi della prima elezione avvenuta nel 2005, non si sarebbe mai aspettata un così lungo cammino ai vertici dell’Ordine, tant’è che al giorno d’oggi la riconferma risulta maggiormente gravata da significato, in quanto presiedere una categoria professionale in un’epoca economicamente così incerta genera responsabilità coraggiose dalle quali la Calderone sempre non volersi esimere. “È un grande onore per me essere ancora alla guida della Categoria per altri tre anni, soprattutto in un momento così delicato per gli Ordini Professionali e per il Paese intero”, ha dichiarato il presidente dei Consulenti del lavoro. L’insediamento è stato caratterizzato da una proposta della visione d’insieme di ciò che concretamente è stato portato a termine nei sei anni trascorsi alla guida del Consiglio nazionale dell’Ordine. In particolare, Marina Calderone ha ricordato i patti stipulati con il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali che hanno condotto a una miglior tutela degli iscritti attraverso la certificazione dei contratti di lavoro presso i consulenti del lavoro; tale decisione era stata intrapresa nel perseguimento dell’obiettivo di deflazionare e portare a una conclusione risolutiva i contenziosi. Oltre ad essere nuovamente presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro, la neoeletta Marina Calderone è in carica nelle vesti di presidente del Cup.
I punti del programma - Il presidente Calderone ha ribadito i punti caratterizzanti la propria leadership, sottolineando la questione primaria del ruolo di terzietà dei Consulenti del Lavoro, alla luce della quale la categoria deve dimostrare d’essere maggiormente unita al fine di non perdere per strada la propria forza. La Calderone ha più volte ricordato che questo impegno richiesto agli iscritti viene dimostrato nel quotidiano lavoro “di ogni singolo Consulente per dare sostegno alle imprese e al mondo del lavoro”. Su questo punto, il presidente dei Consulenti del Lavoro ha messo in evidenza la necessità di porre una maggiore regolamentazione in merito a talune fasce delle attività svolte dagli iscritti, nello specifico per quel che concerne la riforma dell’articolo 8; “molti colleghi offrono la loro consulenza per piccole e medie imprese non sindacalizzate, e dove ci sono realtà in cui è difficile individuare le basi per una contrattazione di secondo livello”, è quanto ha rilevato la Calderone a giustificazione del fatto che una revisione dell’articolo 8 sia utile se finalizzata a tutelare questo tipo di operazioni. Anche l’accesso alla categoria, quindi alla professione, è stato vagliato nel discorso di insediamento del presidente, collegandolo con le misure intraprese nel corso dei precedenti mandati. I giovani, secondo Marina Calderone, devono essere considerati un valido punto di riferimento, risulta dunque prioritario porre delle certezze alla base delle loro aspettative sul futuro. Ovviamente, lo sguardo è rivolto in primis alle nuove leve dei Consulenti del Lavoro, in favore dei quali l’Ordine, che vanta 28.000 iscritti, ha già all’attivo diversi accordi con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In altre parole, il monito si racchiude in una sola parola-chiave ossia “formazione”. In effetti, azioni concernenti l’ingresso, facilitato e sgravato da i molti oneri finora presenti, dei giovani consulenti del lavoro è stato per molto tempo caldeggiato dal presidente; tant’è che la legge 12 risulta essere uno dei traguardi tra quelli maggiormente agognati dall’intera categoria. “Potranno essere ammessi solo coloro che avranno conseguito una laurea e non si trovino nelle situazioni di incompatibilità previste dalla legge 12 – ha spiegato marina Calderone - Siccome teniamo molto al mondo dell'Università ci stiamo attivando con il Miur affinché, in maniera facoltativa, il praticantato possa iniziare già durante gli anni di studio”. L’interesse per la sfera giovanile è dovuto anche da una profonda analisi del periodo politico e finanziario attuale, in quanto “nella difficile situazione economica italiana è necessario attivare serie proposte per recuperare risorse e ridare slancio al Paese”, ha concluso il presidente Calderone.