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Il turismo professionale - Il fenomeno del “turismo professionale” sta coinvolgendo un numero crescente di professionisti italiani che pur mantenendo il proprio centro di interessi in Italia, utilizzando una interpretazione della direttiva comunitaria 2005/36/CE, chiedono il riconoscimento del titolo di laurea in Spagna e l’iscrizione all’albo professionale degli Economistas, (i commercialisti spagnoli) per poi chiedere a sua volta il riconoscimento della qualifica in Italia. Da qui risulta chiaro l’intento di eludere la normativa italiana in materia di esami di stato, coinvolgendo in modo negativo anche gli Economistas spagnoli.
La direttiva CE 36/2005 – La direttiva, si applica a tutti i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea (UE) che intendono esercitare una professione regolamentata in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali, sia come lavoratori autonomi che dipendenti. La direttiva distingue tra “libera prestazione di servizi” e “libertà di stabilimento”, basandosi sui criteri indicati dalla Corte di giustizia: durata, frequenza, periodicità e continuità della prestazione. In pratica la norma consente di spostare da un paese all’altro la sede dei propri interessi professionali e di svolgere la medesima attività per la quale ci si abilitati nel paese di origine.
Un abuso delle opportunità – Nell’ultimo periodo si è visto a un crescente e distorto utilizzo della normativa comunitaria che dovrebbe essere volta ad eliminare gli ostacoli alla libera circolazione delle professioni, per la prestazione dei servizi e non come sembra essere utilizzata, per evitare gli ostacoli derivanti dalla normativa in questo caso italiana e relativa al sostenimento degli esami di Stato per l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile.
Cosa prevede l’accordo - Per arginare il crescente ricorso abusivo alle opportunità previste dalla normativa comunitaria, commercialisti spagnoli e italiani nelle persone dei rispettivi presidenti Valentin Pich Rosell e Claudio Siciliotti, hanno siglato un accordo che prevede una attenta valutazione di ogni richiesta di iscrizione all’albo proveniente da soggetti che si sono laureati in Italia e hanno ricevuto da università spagnole la dichiarazione di equipollenza del titolo accademico italiano, senza però effettuare in Spagna nessuna attività formativa teorico prativa. Gli Economistas, si impegnano ad avviare un'attività di vigilanza sugli iscritti stessi, nel rispetto della normativa spagnola in materia di protezione dei dati personali, e nella verifica del reale e corretto svolgimento dell’attività professionale, e di ogni obbligo formativo. Anche il Consiglio Nazionale dei Commercialisti italiani, vigilerà nei casi di richieste di riconoscimento del titolo professionale da soggetti spagnoli, che non intendano svolgere la professione di Economista in Italia o che non abbiano realizzato in Italia nessuna ulteriore attività formativa teorico-pratica con specifica attinenza alle materie oggetto della professione. Con tale accordo, risulta chiara la volontà del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, di contrastare in partenza ogni forma di abuso professionale derivante da un utilizzo distorto della normativa comunitaria, una chiara posizione che viene condivisa anche dai commercialisti spagnoli.