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Il Telefisco - Come annunciato nei giorni scorsi, si è tenuto ieri il consueto appuntamento organizzato dal gruppo Sole 24 Ore e conosciuto agli addetti ai lavori con l’appellativo di Telefisco. La manifestazione, alla quale hanno partecipato esperti del ramo fiscale del settore economico italiano, ha fornito a coloro che hanno deciso di prendervi parte delle chiare linee guida in relazioni a questioni quali i rapporti col Fisco, le novità sul collegio sindacale e quelle relative alle società tra professionisti. Nella situazione in corso, con alle spalle l’approvazione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge n. 1/2012 contenente “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, non si è potuto tacere circa il crescente malcontento che albeggia tra i commercialisti nei confronti di Confindustria. Tant’è che, nel prendere la parola, il presidente dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti, ha sottolineato con viva amarezza quella che ha tutti i connotati per esser definita una “battaglia pervicace contro la nostra professione”.
I rapporti con l’Agenzia delle Entrate – Dovrebbero essere rapporti di buon vicinato e stretta collaborazione quelli intercorrenti tra gli Ordini dei commercialisti e degli esperti contabili italiani e l’Amministrazione fiscale, purtroppo però nel corso del tempo alcuni esponenti della categoria professionale hanno riscontrato un mutamento della situazione, sottolineando una sorta di subordinazione alla quale la categoria sembrerebbe essere soggetta. Il presidente del Consiglio nazione, nel confrontarsi con il leader dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha voluto riprendere in mano le redini del discorso inerente il frastagliato rapporto che intercorre tra i due organi, manifestando il proprio auspicio circa un possibile miglioramento all’insegna però di una riconosciuta autonomia. “In questo anno e in futuro potremo fare di più – ha dichiarato Claudio Siciliotti - abbiamo perso un’occasione di maggiore collaborazione. I colleghi sono stati subissati di adempimenti telematici e se il fisco italiano è diventato la maglia rosa dell’informatizzazione in Europa, lo si deve in gran parte ai commercialisti”. Pertanto, senza peli sulla lingua, la guida dei commercialisti e degli esperti contabili italiani ha identificato in un un grosso errore la soppressione del pagamento simbolico attribuito a ciascuna trasmissione telematica effettuata dagli studi professionali alle Entrate. Una scelta sbagliata, non tanto per il venir meno del compenso, che era comunque irrisorio, quanto per il principio che vi soggiace. In questo modo, la trasmissione adempiuta dal commercialista viene considerata come un obbligo imposto, un dovere al quale non può esimersi. Dunque, il professionista diventa mero funzionario alle dipendenze dell’Erario. Su questo fronte, secondo Siciliotti, sarebbe stata necessaria una dose maggiore di dialogo con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, al fine di giungere ad una decisione quanto più condivisa dalle parti. Ma in questo caso, sottolinea il leader dei commercialisti, il confronto non avrebbe dovuto avere le caratteristiche dell’acquiescenza, bensì quelli della critica costruttiva. “Non si può imputare a questa categoria di aver fatto delle critiche, perché le critiche sono nel nostro dna e sono state rivolte a favore di modifiche di leggi impostate in modo sbagliato”, ha affermato il presidente Siciliotti.
La collaborazione - In definitiva, l’intervento di Claudio Siciliotti al forum del Telefisco è stato molto concentrato sull’importanza del confronto, del dibattito finalizzato alla crescita e della collaborazione tra i diversi enti. Il parere della guida del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili è che per quel che concerne le operazioni riguardanti i rapporti tra i contribuenti e il Fisco, il dialogo che quest’ultimo dovrà intavolare avrà necessariamente la categoria in questione come interlocutore. “Senza la collaborazione con gli intermediari - ha chiarito - non si va da nessuna parte e, in campo fiscale, gli intermediari siamo quasi esclusivamente noi”. Pertanto, l’augurio per il 2012 è stato quello di una prospettiva migliore, con maggiore produttività e collaborazione.
Confindustria – E non ha tardato a farsi sentire, durante l’intervento di Claudio Siciliotti, un necessario campanello d’allarme sul fronte di Confindustria. “Io chiedo a questo giornale – ha chiarito il presidente del Consiglio nazionale, riferendosi alla testata diretta da Roberto Npoletano - di aprire un dibattito su quest’ultimo tema, ancora caldo. Non capisco per quale motivo una società che fa 100 milioni di fatturato deve avere un sindaco unico, per quale motivo un sindaco unico che fa il lavoro di tre, rimanendo invariata l’attività che deve svolgere, dovrebbe pensare di prendere un terzo del compenso per far risparmiare la collettività. Quando non si tagliano parlamentari, non si tagliano consiglieri regionali, comunali ed altro e si pensa di salvare l’Italia tagliando i controlli e i sindaci, credo si stia dando un brutto segnale”. Infine, dopo aver nuovamente sottolineato l’importanza del confronto e della collaborazione, Siciliotti ha garantito circa il senso di responsabilità della categoria. “Da questa categoria - ha concluso - non aspettatevi scioperi o blocchi stradali, ma neppure che si smetta di dire la verità e di essere la coscienza critica del paese sui temi economici e fiscali”.