8 aprile 2013

Cnpr: sostenere le imprese per aiutare le professioni

Facilitare accesso al credito e investire su fondi che finanziano PMI
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le analisi della Cassa - La questione delle difficili condizioni di accesso al credito per le imprese desta non pochi problemi anche al contesto professionale, a segnalarlo è stata nei giorni scorsi la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. La preoccupazione dell’ente previdenziale è che la situazione di stallo possa in qualche modo generare effetti negativi sull’indotto dei professionisti, in generale, e dei ragionieri commercialisti, in particolare. “Per questo motivo – ha spiegato Paolo Saltarelli - la Cassa Ragionieri sta analizzando investimenti in asset manager che, attraverso due fondi, finanzino le piccole e medie imprese mediante la sottoscrizione di strumenti di debito emessi dalle stesse, con vantaggi di carattere fiscale. I due asset manager sono Riello Investimenti Partners Sgr e Muzinich & Co. Ltd. In questo modo si creerà anche un indotto per la categoria, perché un’azienda sana che produce ha sempre bisogno dell’azione di professionisti”.

La crisi e i redditi dei professionisti - L’intervento del presidente della Cassa previdenziale è avvenuto a margine del forum “Etica professionale ed evasione fiscale – Antiriciclaggio e novità sull’accertamento”, svoltosi a Napoli presso il Centro Congressi della Stazione Marittima. Il parere di Saltarelli, peraltro largamente condiviso all’interno della compagine professionale, è che i redditi dei professionisti abbiano già subito non poche conseguenze negative, generate dalla critica congiuntura economica e finanziaria che il Paese sta attraversando. Simili effetti negativi non sono però irrisolvibili, in quanto vi è la possibilità di fronteggiarli dando vita a occasioni di lavoro dal carattere innovativo, oltreché sostenendo le realtà imprenditoriali e realizzando degli investimenti mirati a obiettivi specifici. “Stiamo attraversando un momento di emergenza sociale, come provato dalla chiusura di centinaia di aziende sane. Dare nuovo ossigeno a queste imprese – ha concluso il presidente della Cassa – significa mantenere le eccellenze imprenditoriali sul territorio e favorire il mantenimento dell’occupazione”.

Il credito alle imprese – In ogni caso, l’istituto previdenziale dei ragionieri ha avuto acume nell’individuare una delle piaghe di questa crisi proprio nelle difficoltà di accesso al credito per le imprese, soprattutto quelle appartenenti alla piccola e media distribuzione. Nei giorni scorsi infatti era emersa un’approfondita indagine condotta dalla Cgia di Mestre che indicava il credit crunch alla stregua di un cappio al collo per l’imprenditoria italiana, nonostante le banche siano stati gli unici soggetti che in periodo di crisi sono stati ampiamente sostenuti e finanziati. Nel 2012, ad esempio, la riduzione delle possibilità di ottenere credito ha privato le piccole e medie realtà imprenditoriali italiane di circa 32,6 miliardi di euro. La contrazione del credito è stata molto forte tra il dicembre del 2011 e quello del 2012, ciò ha quindi limitato la liquidità delle aziende e le loro capacità produttive. Al credit crunch si è poi aggiunto l’aumento pari a 14,4 miliardi di euro delle sofferenze dell’intero sistema imprenditoriale italiano.

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